Scrittori che leggono: Monica Coppola

Scrittori che leggono è una rubrica mensile in cui autori poco conosciuti ripercorrono le loro letture. Dieci domande per scoprire i loro percorsi di lettori, dieci domande per scoprire chi c’è dietro l’autore e che cosa ne ha formato la sensibilità. In questo episodio, conosciamo meglio Monica Coppola!

Chi è Monica Coppola

Monica si descrive così:

Creativa, curiosa e casinista. Sempre alla ricerca di storie, libri e parole.

Monica Coppola

L’ultimo titolo pubblicato da Monica è La misura imperfetta del tempo, per Las Vegas Edizioni. Ha pubblicato inoltre Viola, vertigini e vaniglia e Dai un morso a chi vuoi tu: storie d’amore per appetiti formidabili, con Booksalad. Ha inoltre collaborato a Quattro petali rossi: frammenti di storie spezzate, un’antologia solidale a favore della casa delle donne della Marsica, per Arpeggio libero.

Monica ci tiene inoltre a consigliare a tutti di leggere I Romagnoli ammazzano al mercoledì di Bacchilega e Lo Straordinario di Eva Clesis, entrambi pubblicati da Las Vegas Edizioni. La sua storia di lettrice è stata scelta per il programma Lettori, i libri di una vita di LaEffe. È La lettrice a tutti i costi, una delle protagoniste della prima stagione e puoi vedere il suo episodio a questa pagina.

Passiamo alle nostre 10 domande per scoprire Monica come lettrice!

Monica Coppola: lettrice

Cominciamo subito con il botto: il primo libro che ricordi e il primo libro a segnare davvero la tua “carriera” di lettrice.
Il primo libro che ricordo (avevo un sorriso bucherellato e dei codini storti) era di Richard Scarry 365 Storie, una per ogni giorno dell’anno. L’avevo scelto da sola, come regalo di compleanno, perché era bello spesso: speravo durasse a lungo.
È stato così: lo conservo ancora con cura. La mia prima scelta da autonoma da lettrice 🙂

Ci sono libri che fanno ridere, libri che fanno piangere e libri che fanno paura: qual è il primo libro che ti viene in mente per ognuna delle 3 categorie?
Ho riso grazie alle penna geniale e sorprendente di Alice Basso con L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome, primo libro della pentalogia di Vani Sarca. E con tutti gli altri quattro volumi. (Sono Vani-dipendente, lo ammetto).
Mi sono commossa leggendo Patria di Fernando Aramburu, pagine di una bellezza strepitosa.
Mi ha spaventato per la capacità predittiva Il perturbante di Giuseppe Imbrogno (Autori Riuniti).

Non sempre film e libri vanno d’accordo, ma in confidenza puoi dircelo: hai mai pensato: “questo film è venuto proprio bene!”? Se sì, con che libro?
Mi è piaciuto molto l’adattamento televisivo dell’Amica Geniale.

Parliamo di personaggi: il più amato, il più odiato, il personaggio bambino che avresti voluto essere.
Il primo personaggio che mi è entrato nel cuore è stata Jo March di Piccole Donne. Tra quelli più odiati ti segnalo la categoria dei “narcisisti perversi”: come esempio recente ci sta benissimo Donato Sarratore dell’Amica Geniale.
Personaggio bambino ecco, mi vedrei bene nei panni di Matilda di Dahl: i suoi poteri non guasterebbero per sistemare un po’ di cosette…

È il momento dell’amore! La coppia più indimenticabile di cui tu abbia mai letto?
Tra quelle più recenti mi ha commosso la delicatezza di Addie e Louis ne Le nostre anime di notte di Kent Haruf. Se andiamo più indietro nel tempo Jane Eyre e Mister Rochester.

Ognuno di noi ha una sorta di libro-guida, quello a cui si torna quando le cose si fanno difficili, quello da cui traiamo forza e coraggio. Qual è il tuo?
Te ne dico due, entrambi importanti per motivi diversi.
Stupore e tremori di Amelie Nothomb: una parabola discendente e assurda risucchia la protagonista che da talentuosa impiegata si ritrova a… fare tutt’altro. E in tutto questo riesce a non crollare e mantiene intatta la sua dignità. C’è tutto: storia, stile, satira. Un capolavoro.
E poi anche Il Profeta di Gibran: mi hanno regalato una copia tascabile vent’anni fa. La custodisco sempre nel cassetto del comodino.

Chi è l’autore o l’autrice che più di chiunque altro definiresti la tua fonte di ispirazione?
Prediligo la narrativa contemporanea : Straut, Nothomb, Dunne, Kinsella, Oggero, Ferrante e Alice Basso sono tra le mie autrici preferite.
Ognuna ha un tratto ben definito che incanta, inchioda, stupisce, fa sorridere.
Tutte loro sono per me fonte di ispirazione. Sul podio al momento però metto uno scrittore, Fernando Aramburu. Patria per me è diventata una Bibbia, prima ancora che vincesse lo Strega. Trovo magnifica la costruzione dei personaggi, la storia, i dialoghi, le descrizioni, l’ambientazione.
Se potessi scegliere vorrei riuscire a creare storie e personaggi con la stessa potente bellezza.

Ci parli un po’ del libro che più ti ha segnato come scrittrice?
Non saprei dirlo. Probabilmente tutti, ciascuno a suo modo: ogni libro lascia una traccia che può influenzare la scrittura, far riflettere o accendere la scintilla per un’altra storia.
Ci sono dei libri che magari leggo (o rileggo) mentre cerco le mie storie.
Per l’ultimo romanzo mi interessavano i rapporti madre/ figlia, le storie familiari e quelle che descrivevano l’amore nella terza età: così mi letta con particolare attenzione (e gioia) Amy e Isabel di Elizabeth Strout, Le nostre anime di notte di Kent Haruf e Patria di Aramburu.
Se parliamo di testi più tecnici utili per scrittura mi vengono in mente due manuali: Seminario sui luoghi comuni- Imparare a scrivere (e a leggere) con i classici, di Francesco Pacifico e anche La trama: come inventarla, come svilupparla di Massimo Cassani.

Immaginati in Fahrenheit 451, immagina di dover memorizzare un libro, uno solo, per salvarlo dall’oblio. Quale sceglieresti? E perché?
Il Diario di Anna Frank. Lo “salvo” per il periodo storico che stiamo vivendo e perché ho visto le pagine di quel libro con i miei occhi quando ho visitato il museo ad Amsterdam. Pagine ancora così vive d’inchiostro e di storia, pagine che palpitavano ancora. Un’emozione che mi ha stordito e che conservo come un dono.

Lasciamoci con una citazione, ti va?
Mi collego al tema del mio ultimo romanzo, La misura imperfetta del tempo:

Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano, ma nell’intensità con cui vengono vissute. Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili.

Fernando Pessoa

Monica Coppola: scrittrice

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