Scrittori che leggono: Nykyo

Scrittori che leggono è una rubrica mensile in cui autori poco conosciuti ripercorrono le loro letture. Dieci domande per scoprire i loro percorsi di lettori, dieci domande per scoprire chi c’è dietro l’autore e che cosa ne ha formato la sensibilità. In questo episodio, conosciamo meglio Nykyo!

Chi è Nykyo

Nykyo si descrive così:

Solare, appassionata, testarda, disordinata in tutto, tranne che nella scrittura. Nykyo

Nykyo ha pubblicato Sogno di una notte con Triskell Edizioni. Inoltre collabora con il collettivo Pink Stars, con cui ha pubblicato Dorks. In agosto è prevista l’uscita di Barebones, con Triskell Edizioni.

Passiamo alle nostre 10 domande per scoprire Nykyo come lettrice!

Nykyo: lettrice

Cominciamo subito con il botto: il primo libro che ricordi e il primo libro a segnare davvero la tua “carriera” di lettore. Il primo libro che ricordo in assoluto è uno di quelli di Richard Scarry, con le avventure di Sandrino e Zigo Zago. Andavo matta per quei libri, erano colorati, divertenti e davvero molto educativi. Il primo libro che mi ha davvero segnata come lettrice, invece, è senza dubbio L’isola del Tesoro di Stevenson. Non tanto per la trama, quanto per il personaggio di Long John Silver. È il primo personaggio di cui io abbia mai pensato: “Come vorrei averlo ideato io”. Silver è in perfetto equilibrio tra bene e male, è un traditore, ma sa essere lealissimo, è spietato, opportunista e avido, ma con una morale inattaccabile e grande arguzia e ironia. Un antieroe che ha fatto scuola. Ci sono libri che fanno ridere, libri che fanno piangere e libri che fanno paura: qual è il primo libro che ti viene in mente per ognuna delle 3 categorie? Terry Pratchett, Il Tristo Mietitore è di sicuro il primo che mi viene in mente nella categoria dei libri che fanno ridere. Per quanto riguarda quelli che fanno piangere è più difficile rispondere, visto che non ho la lacrima facile e ho la tendenza a commuovermi poco e per cose che di norma non sono quelle che fanno piangere tutti gli altri. Per esempio piango sempre nel momento in cui Gandalf, alla fine del Signore degli Anelli dice: «Ebbene, cari amici, qui sulle rive del Mare finisce la nostra compagnia nella Terra di Mezzo. Andate in pace! Non dirò: “Non piangete”, perché non tutte le lacrime sono un male». È stato il primo libro che, sia pure solo in alcuni punti, mi ha commosso profondamente durante la lettura. Per quanto riguarda la paura, invece, la mia risposta è senza dubbio: IT di Stephen King. Non sempre film e libri vanno d’accordo, ma in confidenza puoi dircelo: hai mai pensato: “questo film è venuto proprio bene!”? Se sì, con che libro? Il Nome della Rosa. Credo che sia la riedizione perfetta del libro. L’atmosfera soprattutto, ma anche l’aderenza alla trama, decisamente elevata. Ed è recitato in modo fantastico. Bellissimo. Parliamo di personaggi: il più amato, il più odiato, il personaggio bambino che avresti voluto essere. Ci sono almeno tre o quattro personaggi che amo particolarmente, uno dei quali è appunto il succitato Long John Silver, ma qui dirò Severus Piton. Un personaggio che con Silver ha in comune parecchie caratteristiche e che mi ha colpito fin dalla prima riga in cui compare.  Il più odiato in assoluto… difficile a dirsi, forse Cosette nei Miserabili. Non sopporto gli ingrati. Il personaggio che da bambina mi faceva fantasticare di più era Anna dai Capelli rossi. Non volevo essere lei, in effetti, ma la sentivo molto affine ed era la sola tra le tante orfanelle dei libri in voga all’epoca in cui mi identificavo. Se invece devo dire chi avrei voluto essere, beh, la risposta è quel monello di Huckleberry Finn. È il momento dell’amore! La coppia più indimenticabile di cui tu abbia mai letto? Jane Eyre e Rochester. La mia coppia romantica preferita. Sono modernissimi per la loro epoca, sono struggenti e non fanno che fraintendersi in un modo che crea esattamente il tipo di tensione emotiva che io trovo romanticissima. In più sono due personaggi che adoro e davvero ben costruiti anche se considerati singolarmente. Ognuno di noi ha una sorta di libro-guida, quello a cui si torna quando le cose si fanno difficili, quello da cui traiamo forza e coraggio. Qual è il tuo? Il Signore degli Anelli. Non sarà un libro filosofico nel senso stretto del termine, ma è un libro che ci ricorda che, anche quando ci sentiamo minuscoli di fronte ai nostri problemi, non dobbiamo mai smettere di lottare, e anche che a volte è giusto chiedere aiuto perché gli amici sono un enorme sostegno e nessuno di noi può fare sempre tutto da solo. Chi è l’autore o l’autrice che più di chiunque altro definiresti la tua fonte di ispirazione? Che domanda difficile. Non credo di poter rispondere con un nome solo. L’arte e la creatività altrui per me sono una costante fonte di ispirazione. Non ho mai pensato che vorrei scrivere come questo piuttosto che come quell’altro autore o autrice. Ho sempre letto i miei autori preferiti lasciandomi trasportare dall’ammirazione e conoscendo i miei limiti. Per esempio vorrei tanto essere evocativa come Hugo ma so che certe vette sono quasi impossibili da raggiungere. Cerco di migliorare sempre e ho troppe fonti di ispirazione per elencarle tutte. Ci parli un po’ del libro che più ti ha segnato come scrittrice? Memorie di un clown di Heinrich Böll. Mi ha fatta sentire meno sola nella mia spiccata tendenza a privilegiare l’introspezione dei personaggi rispetto a tutto il resto, ma mi ha anche mostrato come era possibile rendere questa tendenza perfettamente bilanciata. Immaginati in Fahrenheit 451, immagina di dover memorizzare un libro, uno solo, per salvarlo dall’oblio. Quale sceglieresti? E perché? Se questo è un uomo, di Primo Levi. Perché è di una bellezza straziante e perché se dovessi trovarmi in una situazione simile a quella che si verifica in Fahrenheit 451 libri come questo o come 1984 di Orwell o ancora Mattatoio n 5 di Kurt Vonnegut sarebbero proprio quelli più preziosi, da salvare per continuare a resistere. Lasciamoci con una citazione, ti va?

Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto uno strumento ottico offerto al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso. Marcel Proust

Nykyo: scrittrice

Alcuni dei titoli di Nykyo che potrebbero interessarti:

  • Barebones (Triskell Edizioni) di prossima uscita
  • Sogno di una notte (Triskell Edizioni)
  • Dorks (con il collettivo Pink Stars)

Puoi seguire Nykyo anche su Facebook, Twitter, Instagram e Goodreads.


Commenta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.