Il circolo Dante, Matthew Pearl

Immagine di Il circolo DanteArrivato tramite bookring (un’iniziativa del bookcrossing che trovo utilissima, considerato che lasciare i libri in giro mi infastidisce), mi sono buttata su questo romanzo che unisce svariate mie passioni: Dante e la Divina Commedia, autori che traducono e scrivono, il thriller e la ricostruzione storica.
Prima di tutto: cercherò di inserire il meno spoiler possibili, ma comunque fate attenzione alla lettura, ok? Non voglio rovinarvi il finale del libro^^
Dunque. Iniziamo dalle caratteristiche ‘storiche’ del romanzo. I poeti che compongono il Circolo Dante (Longfellow, Holmes, Fields, Lowell) sono effettivamente esistiti e hanno collaborato alla prima traduzione della Divina Commedia in America. Questo è molto importante in quanto il romanzo inserisce le vicende inventate e proprie del thriller in questa cornice storico-letteraria, con svariati particolari biografici dei componenti del gruppo, e ricostruisce allo stesso tempo tutte le difficoltà e le insidie che incontrarono Dante e la sua Commedia nel momento in cui vennero introdotti in America. Il libro in questo è molto preciso, dettagliato: vediamo gli editori muoversi nel loro ambiente, con tutte le manovre necessarie a pubblicizzare la traduzione che verrà pubblicata a breve; vediamo i poeti all’opera, tutti con la loro personale concezione di Dante e della sua poesia; vediamo le trame per impedire che la letteratura straniera e in particolare l’opera di Dante, considerata troppo filo-cattolica, sbarchi in America. Assistiamo alla vita di questi poeti, alle loro consuetudini, ai loro incontri per tradurre e risolvere il mistero intorno all’opera di Dante, mistero che è letterario -e questa è realtà storica- e investigativo: ed è questa la parte che dà al romanzo la sua forza.
Il romanzo, che è appunto un thriller, si apre con una morte violenta e il ritrovamento di un cadavere in condizioni raccapriccianti (e la descrizione è abbastanza ‘leggera’: più avanti si incontreranno descrizioni più pesanti e grafiche, da questo punto di vista). Vittima è un giudice, noto per aver tentennato a riguardo della traduzione dantesca. Da qui in poi le vicende si snodano e le indagini corrono parallele: da una parte quelle della polizia, che brancola nel buio, e dall’altra invece quella dei poeti del Circolo, i primi a rendersi conto della straordinaria precisione dell’assassino nel ricreare sulle sue vittime le pene dell’inferno dantesco. Solo verso la fine un intero capitolo dedicato al passato dell’assassino permette di capire il perchè delle sue azioni.
Il romanzo è buono, sia come thriller che come ricostruzione storica. Ho apprezzato in particolare la descrizione del Circolo, delle sue attività, di come i poeti lavoravano e scrivevano e traducevano, e dei loro rapporti, anche difficili, con i familiari. Inoltre, nonostante le descrizioni dei delitti che sono a tratti forse troppo macabre e dettagliate, ho apprezzato lo stile che fa scorrere il romanzo abbastanza velocemente senza mai risultare troppo pesante.
Insomma, da consigliare. Per gli italiani che amano la Divina Commedia, è una buona occasione per leggere come è sbarcata in America, gli ostacoli che ha superato e le idee dei poeti che popolano il romanzo. Una buona riflessione sul più grande classico italiano…e un buon thriller per passare il pomeriggio.


3 comments for “Il circolo Dante, Matthew Pearl

  1. 31 ottobre 2007 at 19:26

    Penas che a me questo libro non è piaciuto, e non perchè il caso in sè non sia interessante, ma perchè il modo di narrare l’ho trovato decisamente noioso e sia i traduttori che gli editori mi davano sui nervi!
    Però è vero che è istruttivo, ho capito che gli americani sono proprio un popolo perduto.

  2. 31 ottobre 2007 at 20:34

    bah, lo stile in effetti all’inizio è noioso ma poi si riprende un po’.
    Per quanto riguarda glki americani popolo perduto…bah. Sinceramente credo che pure li italiani siano parecchio ignoranti, forse anche piàù degli americani XD E personalmente ho trovato che alcune considerazioni su Dante fossero più che giuste.

  3. 19 novembre 2007 at 12:49

    Lo iniziai, ma poi, mi annoiò parecchio e lo lasciai. Dopo pochi mesi, però, lo ripresi; la prima parte, decisi, l’avrei sopportata stoicamente: non mi andava di abbandonare i libro che comunque avevo comprato.
    Devo dire che ho fatto bene.
    Forse il ritmo è un po’ lento, ma davvero poi la storia ti prende e sei contento di aver proseguito la lettura; certo, forse se fosse più veloce, "tirerebbe" di più quella fascia di lettori che si lasciano sfiduciare subito da una lettura che non li coinvolge subito.
    Ah, non sapevo che i traduttori che vengono citati sono realmente esistiti! Ho imparato una cosa nuova! ^^

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