On writing, di Stephen King

Difficile da classificare, On Writing: è insieme un’autobiografia di scrittore e di uomo, e un saggio su cosa serve per scrivere, sempre secondo King. Abbiamo di fronte un uomo che, nonostante da decenni sforni best-sellers, non sembra aver perso la semplicità del ragazzo che scrisse Carrie tenendo in bilico sulle ginocchia tavolino e macchina da scrivere. Ciò che colpisce, di quello che King racconta, è proprio la semplicità con cui lo fa, e anche quando fa riferimento ai suoi romanzi per fare esempi o perchè sta tracciando la sua biografia attraverso i ricordi, non lo fa in maniera presuntuosa: li prende come a prestito, senza nessuna pretesa di completezza o di perfezione, e ti fa capire cosa sta dicendo con un’umiltà disarmante.
On Writing è sicuramente interessante per chi ama scrivere: i consigli di un romanziere che ha sfornato solo best-sellers, anche se non si ama il suo genere di storie, sono interessanti. C’è il solito limite per i libri americani che parlano di scrittura: alcune cose sono valide per quel luogo, e non per l’Italia, ma nonostante tutto si può tranquillamente capire cosa tenere e cosa, invece, non va bene per l’aspirante scrittore italiano. King, dopo una lunga parentesi di ricordi frammentari della sua infanzia, adolescenza ed età adulta fino al successo del suo primo romanzo, passa a definire ciò che secondo lui sono gli “attrezzi del mestiere”: e usa, a questo proposito, l’immagine di quelle cassette di attrezzi a scompartimenti in cui si può tenere tutto in ordine. Ovviamente, in questa cassetta degli attrezzi letteraria stanno il dizionario, la grammatica, la chiarezza delle frasi; tutte cose che a volte si danno per scontate, ma sono la base dello scrivere. Altra immagine bellissima è quella dei muscoli per portare questa pesante cassetta degli attrezzi: e cioè l’esercizio, a porte chiuse e poi aperte, per imparare a scrivere la scena, tagliarla del superfluo, concentrarsi e fare in modo che l’ispirazione sappia dove trovarti. Non troverete esercizi da fare: non è un vero e proprio manuale di scrittura creativa, piuttosto parliamo di una serie di cose che King, nel corso degli anni, ha capito di come funziona la scrittura (soprattutto per lui) e che consiglia di applicare per trovare, poi, il proprio personale metodo di lavoro. Impressioni ed esempi interessanti di come nasce un romanzo e come lo si sviluppa, di quanto bisogna sfoltire, anche se a malincuore, e così via: una manna per chi ama scrivere, anche se non ci sono indicazioni precise. Consigli, appunto, amichevoli, cordiali e semplici. E poi la parte finale, quella che segue l’incidente in cui King fu coinvolto durante la stesura di questo saggio o autobiografia, che dimostra come la volontà di scrivere possa superare anche grosse difficoltà.
On Writing non è interessante solo per chi di voi aspira a scrivere e tirare fuori i manoscritti dal cassetto. Lo è anche per chi è un lettore appassionato di King, ed è curioso di scoprire cosa sta dientro ai suoi romanzi, da cosa sono nate le idee, come avrebbero dovuto essere e come sono poi stati. Gli sprazzi autobiografici, i ricordi dell’infanzia e della vita prima del successo, nonchè il periodo in cui ebbe problemi con alcol e droga, sono una fonte preziosa e di prima mano per chi ama leggere non solo lo scrittore, ma anche l’uomo che ci sta intorno.
Insomma, consigliatissimo. Oltretutto, è divertente e scorrevole e magari vi farà venir voglia di provare a buttare giù due righe. O di riprendere in mano qualche romanzo di King e rileggerlo alla luce di On Writing, che è tutta particolare.


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