La Vergine azzurra, di Tracy Chevalier

La Vergine azzurra, di Tracy ChevalierLa Vergine azzurra di Tracy Chevalier
Traduttore: Massimo Ortelio
Editore: Neri Pozza Genere: Narrativa
Pagine: 320
ISBN: 9788873059998
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Schede libro: Sito editore :: Goodreads :: Anobii
Il nostro voto: four-half-stars

È un giorno della seconda metà del Cinquecento in un villaggio tra Mont Lozère e Florac, nella Francia meridionale. Come un velo sottile, la prima neve dell'inverno ha ricoperto la terra. Sotto il cielo color del peltro, il manto candido spicca sulle tegole di granito della chiesa. Sul sagrato, Monsieur Marcel, il predicatore calvinista, ha appena finito di parlare. Coi suoi abiti scuri, i capelli d'argento, le mani rossicce intrecciate dietro la schiena, si è avviato di buon passo su per la collina ammantata da un banco di nubi scure, senza voltarsi. Dietro di sé ha lasciato l'incendio nelle menti e nei cuori. La folla, eccitata e rumorosa, è decisa a purificare la chiesa, a mondarla dal peccato, a liberarla dagli idoli. Etienne Tournier, il giovane figlio dei Tournier, l'unica famiglia a possedere nel villaggio una Bibbia e un cavallo, agitando un rastrello, solleva lo sguardo minaccioso verso la statuetta della Vergine col Bambino che troneggia sul portone della chiesa. Poi, fissa i suoi occhi celesti in quelli di Isabelle du Moulin, la Rossa. Il giorno in cui la Madonnina era stata messa nella nicchia, Isabelle era una bambina e sedeva ai piedi della scala della chiesa, mentre Jean Tournier, il padre di Etienne, non ancora convertito alla Verità di Calvino, dipingeva l'edicola di un azzurro vivido come il cielo terso della sera. Quand'ebbe finito, il sole, spuntando da una muraglia di nubi, rese quell'azzurro così splendente che Isabelle rimase a guardarlo rapita. Poi, i raggi inondarono le chiome della ragazza che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillìo del rame. Così da quel giorno la chiamarono la Rossa , lo stesso nome che la gente aveva dato alla Vergine. Un nome diventato una maledizione da quando Monsieur Marcel era arrivato in paese con le macchie di tannino sulle mani e in bocca le parole di Calvino! Mentre la figura del predicatore scompare sulla collina, Isabelle afferra il rastrello dalle mani di Etienne e, col fuoco che le incendia il ventre, colpisce con tutte le sue forze la statuetta! Così si annuncia, in queste pagine, la fine della fanciullezza di Isabelle du Moulin, infranta come la statuetta della Vergine, e l'inizio del suo destino di donna. Un destino che resterebbe nascosto per sempre, se secoli dopo non arrivasse nel sud della Francia Ella Turner, l'americana che è perseguitata da uno strano sogno in cui le appare una veste azzurra, e per risolvere il mistero si ritrova tra le Cévennes, le isolate montagne dove ebbero origine i Tournier-Turner. Straordinaria opera prima, La Vergine azzurra annuncia tutto il talento di Tracy Chevalier: la sua abilità nel rendere vive le epoche trascorse della storia e nel restituirci i più segreti tumulti e pensieri dell'animo umano.

XVI secolo, Francia: Isabelle du Moulin è una splendida ragazza dai capelli color rame, chiamata da tutti nel villaggio con lo stesso nome della statuetta della Vergine che il duca de l’Aigle ha portato un giorno in paese: la Rossa. Dall’arrivo di Monsieur Marcel, coi suoi sermoni contro la Vergine, quel nome è diventato un tormento. Non è più un affettuoso nomignolo ma il nome di una strega, il sinonimo stesso di una malvagia creatura in un villaggio accecato dal fanatismo della Riforma. Quando resta incinta del giovane Tournier, a Isabelle non resta altro che abbracciare, dopo le persecuzioni seguite al Massacro di San Bartolomeo, fino in fondo la sorte dei Tournier: l’emigrazione nel villaggio svizzero di Moutier e un destino sconvolgente e inaspettato…

La Vergine Azzurra (romanzo d’esordio della Chevalier) mi è piaciuto moltissimo: è veramente bello, affascinante, scritto nel classico stile morbido e raffinato della Chevalier, sempre bravissima nel descrivere epoche passate, che qui ci trasporta nella Francia provinciale del tardo medioevo.
La trama è originale, profonda e molto interessante, una continua altalena tra passato e presente, realtà e mistero.
Personalmente, durante le prime pagine la narrazione del presente era per me un’ interruzione quasi fastidiosa nella vicenda passata, che in principio mi interessava assai di più.
Ma dopo i primi due capitoli l’interesse per le diverse storie delle due epoche si è equiparato: questo perché il romanzo è pervaso da un grande equilibrio e scritto con vera maestria… riesce a catturare perfettamente l’attenzione del lettore.
Un’altra nota di merito va ai personaggi: tutti bellissimi, carismatici e ottimamente caratterizzati, soprattutto Isabelle e Ella, così lontane nel tempo eppure così affini, e il fascinoso Jean-Paul.
Inoltre ho apprezzato particolarmente i toni cupi della narrazione, e l’atroce segreto svelato nel finale… come anche l’epilogo, aperto a più interpretazioni.
Per quanto mi riguarda, questo è il romanzo della Chevalier che più mi è piaciuto in assoluto assieme a La ragazza con l’orecchino di perla.
In conclusione, una splendida lettura che consiglio a tutti: soprattutto a chi ama questo genere di stampo storico e a chi ha amato gli altri romanzi della Chevalier, perché certamente non rimarrà deluso da questo.

four-half-stars
I nostri voti
Trama
four-half-stars
Personaggi
four-half-stars
Stile
four-half-stars
Ritmo
four-half-stars
Copertina
four-half-stars
Overall: four-half-stars

2 comments for “La Vergine azzurra, di Tracy Chevalier

  1. 8 ottobre 2010 at 23:32

    Copio e incollo i commenti ricevuti da questa recensione nel vecchio blog:

    Rei il 16/12/2004
    E’ incredibile Minhea, per la seconda volta abbiamo letto lo stesso libro in contemporanea! ^^ Che coincidenza!
    In ogni caso, concordo con la tue ottima recensione, il romanzo mi è piaciuto molto (come del resto anche tutte le opere seguenti della Chevalier) e, come te, all’inizio sono stata completamente assorbita dai capitoli passati, tanto da risultare infastidita da quelli presenti. Il bello del romanzo è che, con il passare dei capitoli, le due storie apparentemente distaccate si intrecciano con un ritmo sempre più frenetico, portando alla macabra e tristissima rivelazione finale. Anche io ho apprezzato il finale aperto a molte interpretazioni e possibilità, anche se personalmente credo che il lieto fine per la “Rossa” fosse piuttosto improbabile.
    Mi associo a te nel consigliare questo romanzo di tutto cuore, magari come regalo per il vicino Natale!

  2. 8 ottobre 2010 at 23:33

    Marty, 02/05/2007
    ho finito di leggerlo 5 minuti fa… semplicemente straordinario

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