Te lo dico sottovoce, di Lucrezia Scali

Te lo dico sottovoce, di Lucrezia ScaliTe lo dico sottovoce di Lucrezia Scali
Editore: Newton & Compton Genere: Romanzi rosa
Pagine: 300
ISBN: 9786050362497
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Schede libro: Sito editore :: Goodreads :: Anobii
Il nostro voto: two-stars

Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale. Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?

Te lo dico sottovoce è il secondo romanzo che ho ricevuto da Newton & Compton nell’ambito del programma Il club dei lettori. A quanto leggo dalla quarta di copertina, si tratta di un romanzo in origine autopubblicato e che poi è passato ad essero edito da N&C, appunto.

Premessa: se avessi visto questo libro in libreria, probabilmente non lo avrei comprato. Ho cercato però di leggerlo nella maniera più obiettiva e priva di pregiudizi possibile, e credo di esserci riuscita… il problema è che, nonostante questo, il libro non mi è piaciuto molto.

Mia, la protagonista, è una veterinaria che si occupa di salvare, e quando serve rieducare, cani e gatti randagi o vittime di maltrattamenti. Grazie al suo lavoro, incontra i due uomini che nel corso del romanzo se la contenderanno: da una parte Diego, un poliziotto appena trasferitosi a Torino, che inizia a collaborare con lei; e dall’altra Alberto, un medico che sembra avere tutto quello che lei può desiderare in un uomo, e che trova pure il favore della sua invadente madre. Mia incontra più volte Alberto, grazie anche al programma di pet therapy che è stato approvato dall’ospedale in cui lui lavora. Ma ha un segreto, qualcosa nel suo passato che l’ha profondamente segnata e che le impedisce di abbandonarsi del tutto a una nuova relazione.

Ora, la storia del triangolo e della donna contesa da due innamorati è abbastanza scontata, e ha il finale che ci si può aspettare fin dall’inizio. Ma io penso che ogni luogo comune possa trovare nuova linfa, se trattato nel modo giusto; e qui questo è mancato. I personaggi non mi hanno dato l’idea di essere ben caratterizzati, ma questo potrebbe anche essere un limite dato dalla scelta dell’autrice di raccontare la storia in prima persona. Anche così, però, Mia non è uno di quei personaggi che buca la pagina, che sembra vivo; anzi, quando viene rivelato il so grande segreto ho pensato che, sinceramente, avrebbe dovuto essere preparato un po’ meglio. Mi è sembrato che fosse stato piazzato per aggiungere un po’ di pathos a una vicenda che, in fin dei conti, tutto sto pathos non ce l’ha. Il suo racconto non mi ha trasmesso nulla, non mi ha smosso, non mi ha portata a provare più empatia per lei e più comprensione per ciò che prova. E questo non perché io sia insensibile o altro, ma perché non ho sentito nel testo l’emozione necessaria per una confessione di quel genere.

Se Mia, la protagonista, non è ben caratterizzata, o quanto meno la sua caratterizzazione rimane un po’ superficiale per come la vedo io, va anche peggio per Alberto e Diego; come vi dicevo, la cosa può dipendere dal fatto che il romanzo sia in prima persona, e quindi per ovvi motivi Mia non possa sapere cosa pensano o da cosa sono motivati i due ragazzi. Ma anche qui, lo scoglio della prima persona è aggirabile; mi è capitato di leggere romanzi in cui anche gli altri personaggi erano ben caratterizzati, grazie a un’attenzione ai dettagli, ai comportamenti, alle piccole cose che ci tradiscono senza che ce ne rendiamo conto. Anche qui, mi è parso che la cosa mancasse, e sinceramente non trovo ci sia granché differenza tra i due.

Altro punto debole sono secondo me i dialoghi: non li ho trovati naturali, la maggior parte delle volte mi sono chiesta “ma chi parla così nella vita reale?”. La vicenda in sé poi è abbastanza scontata, sia per come procede sia per ciò che succede. La cosa che sinceramente mi ha lasciata più perplessa è la parte giudiziaria alla fine, che ho trovato un po’ inutile ai fini della trama.

In definitiva non è un romanzo che consiglierei, nemmeno alla amanti della collana Harmony. Una stella in più solo per le pagine dedicata alla pet therapy e alle abilità degli animali in questo senso, ma nulla più.

two-stars

About Lucrezia Scali

È nata a Moncalieri nel 1986 e qualche anno più tardi si è trasferita a Torino. Il suo amore per gli animali l’ha guidata fino alla facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco, dove studia ancora. Dal 2012 gestisce un blog, Il libro che pulsa. Te lo dico sottovoce, suo romanzo d’esordio inizialmente autopubblicato, è stato nella classifica dei libri digitali per oltre tre mesi, finché non è stato scoperto dalla Newton Compton. (fonte: newtoncompton.com)

I nostri voti
Trama
two-stars
Personaggi
two-stars
Stile
two-stars
Ritmo
two-stars
Copertina
two-stars
Generale: two-stars

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