Ritratti d’artista, di Susan Vreeland

Voglio inaugurare con questo libro un esperimento: quella della recensione in corso di lettura, che trova il suo posto quindi in due categorie, quella relativa al libro, e quella del Reading Log. Siete liberi di fare lo stesso, se vi va 🙂
Ecco quindi la mia recensione, sotto forma di diario di lettura, facilitata dalla forma del libro come serie di racconti. Per chiarire un pochino la natura del libro: si tratta di racconti ispirati a dipinti di pittori famosissimi, quali Renoir e Monet, per citarne due, da cui l’autrice prende spunto per narrare una storia in cui comunque la pittura ha il suo ruolo o fa la sua apparizione. Nella seconda parte scompaiono invece i pittori famosi, e prende posto la “gente comune”, diciamo così, e il suo rapporto con l’arte.

20 maggio 2008
Di questa autrice avevo già letto La passione di Artemisia, che mi era piaciuto abbastanza, nonostante l’alterazione di alcune verità storiche sulla figura di Artemisia Gentileschi. Mi sono quindi buttata su Ritratti d’artista felice di avere di nuovo a che fare con due mie passioni messe insieme: la lettura e l’arte. Ho per ora letto per intero solo il primissimo racconto, dedicato a Mimì con l’innaffiatoio di Renoir. Che dire? Il racconto mi è piaciuto poco. Mi è sembrato un pochino sciatto, come se l’autrice volesse scrivere a forza su quel dipinto ma non avesse un’idea forte abbastanza da essere sviluppata. Ho trovato carina l’idea di base, quella che spiega come è nato il dipinto; ma il resto non mi ha lasciato nulla di che, se non una leggera indifferenza per i personaggi.

21 maggio 2008
Più continuo e meno sono convinta. Il secondo racconto si intitola L’inverno dell’abbandono, ed è ispirato a due dipinti di Monet. Che dire di questo racconto? La scelta dell’autrice di mostrare il pittore attraverso le persone che gli stanno intorno (mogli, figli, amici) è interessante, ma così l’arte diventa a poco a poco più labile. C’è sempre la descrizione del dipinto, c’è il momento in cui viene realizzato, ma non c’è il guizzo dell’artista. In questo racconto, uno dei dipinti viene realizzato dopo un avvenimento importante, ma le sensazioni del pittore sono lontane, irraggiungibili. Siamo davanti a persone che amano l’artista ma a volte non capiscono la sua arte. Mi aspettavo di più dal racconto su Monet, e questo mi ha delusa. Forse è perchè amo Monet e non riesco a togliermi dagli occhi le immagini dai suoi dipinti, ma anche questo racconto mi ha lasciato poco.
Il racconto seguente è Ninnananna, e protagonista è la balia della piccola Julie, figlia di Berthe Morisot e Eugène Manet. Bah. Anche questo racconto non mi è piaciuto molto, i personaggi non m’hanno coinvolta, li ho sentiti freddi e distaccati anche quando soffrivano. Mi ha lasciato solo la sensazione che il tema del racconto fosse raccontato con un po’ troppa superficialità, e a volte vissuto con superficialità dai personaggi stessi.
Ultimo racconto letto oggi è Lo sguardo di Olympia, incentrato su un’opera di Èdouard Manet. Mi è piaciuto più di quelli che l’han preceduto, anche se qui il discorso dell’arte viene abbastanza ridotto. Il rapporto di Suzanne, moglie di Manet, con le modelle-amanti del marito è ben descritto, le sue sensazioni riguardo all’intera vicenda sono credibili, e nel complesso mi è sembrato il racconto più riuscito, finora, quello in cui c’è un vero cambiamento del personaggio. Mi è piaciuta l’idea dell’uomo che sta dietro il pittore famoso e della moglie che gli sta vicina, ma anche qui mi è sembrata un po’ che l’opera d’arte fosse quasi un pretesto per il racconto. Se si modificassero i nomi e si usassero quelli di un pittore sconosciuto e di sua moglie, la storia funzionerebbe comunque.
Mi rendo conto sempre più che il libro non incontra le mie aspettative…spero di ricredermi coi prossimi racconti.

4 giugno 2008
Lunga interruzione nella lettura, un po’ forzata e un po’ no. Ad ogni modo ho ripreso e finito il libro in un pomeriggio, e se devo essere sincera, l’impressione iniziale non è migliorata. I racconti restanti incentrati su figure di pittori famosi, quali Van Gogh, Cézanne e Modigliani, sono un pochino migliori dei precedenti, ma comunque non mi sono piaciuti per niente. Delusissima dall’altro racconto su Monet, Un fiore per Ginette, ma è dovuto soprattutto alla mia spasmodica adorazione per Le Ninfee e per come la questione è affrontata nel racconto. In definitiva i racconti sui pittori non mi sono piaciuti. Non solo, come dicevo prima, manca il guizzo dell’artista, il genio che si mette all’opera e “spiega” ciò che crea, ma l’arte e sullo sfondo, a volte anche troppo, e a volte si potrebbe cambiare i nomi e la storia non ci perderebbe affatto. Non dubito del lavoro di ricerca dell’autrice, che lei stessa spiega alla fine con tanto di riferimenti bibliografici, ma i risultati non mi hanno affatto entusiasmato, anzi: a volte mi sono proprio annoiata.
Carino invece l’interludio, e anche il modo in cui lega le due parti del libro: si tratta del racconto di due amici, Bernardo e Salvatore, due “sempliciotti”, se si può definirli così, che sono vissuti nel 1600 e hanno deciso di vedere la grande arte, e scelgono Roma. E’ un bel ritratto di due personaggi svegli e simpatici che non capiscono tanto d’arte ma sentono quel rispetto e ammirazione che la grande arte esige. E’ bello leggere di ciò che sentono trovandosi nella Cappella Sistina, di fronte al Giudizio Universale, o davanti ad altri dipinti che riescono a vedere. Ma tutto si ferma qui: un bel racconto, una buona compagnia, ma nulla che lascia il segno.
Un po’ meglio la parte finale del testo, in cui appunto non sono più i grandi pittori a essere protagonisti, ma è l’arte così come la vive la gente semplice tutti i giorni: i vasi di creta, i tableaux vivants, l’arte custodita nei musei. Sembra quasi che l’autrice si senta un po’ più a suo agio con questi temi, e ci sono cose che lasciano un segno un po’ più profondo, anche se, secondo me, potevano essere meglio. L’autrice ha dimostrato già in altre occasioni di poterlo fare.
Tutto sommato, il libro si lascia leggere, ma non lascia null’altro. A tratti noiosetto, è una compagnia apprezzabile in questi pomeriggi un po’ di sole e un po’ di pioggia, ma non me la sentirei di consigliarlo.

Giudizi

Trama:Rating: ★★★★★★☆☆☆☆
Personaggi:Rating: ★★★★★★☆☆☆☆
Stile:Rating: ★★★★★★★☆☆☆
Generale:Overall Rating: ★★★★★★½☆☆☆

Info utili

Titolo e autore originale: Life studies, Susan Vreeland Titolo e traduttore italiano: Ritratti d'artista, F. Diano Collana, editore e anno: I narratori delle tavole, Neri Pozza, 2005 ISBN o ISSN: 9788854500518 Prezzo (in media): € 16,00

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