La frase, riportata in copertina, non lascia dubbi sulla visione alla base dei 5 racconti che compongono questa raccolta. Il loro carattere è quasi profetico e, nonostante la brevità, riescono a dare una visione d’insieme dei rischi a cui va incontro la società meccanica e meccanizzata dei giorni nostri. Il procedimento adottato è quello di personificare gli oggetti che assurgono a simbolo della paradossalità in cui è caduta (o rischia di cadere) la vita sociale dell’uomo.
I primi due racconti, “Sedia” ed “Embargo”, sono un riferimento alla realtà politica portoghese: nel primo, la protagonista è la sedia tarlata la cui caduta a determinato la fine del regime sala zarista. Embargo è un riferimento alla crisi petrolifera in cui la schiavitù dai combustibili fossili diventa la schiavitù di un uomo dalla sua auto, non più pilota ma pilotato. Il lessico usato è molto complesso, ma la traduzione italiana di Rita Desti riesce a non far perdere la ricchezza nel fraseggio e nelle espressioni.
Il culmine della raccolta è il racconto “Cose”, non a caso inserito in posizione centrale, in cui l’Assurdo raggiunge il suo culmine: gli uomini in carne e ossa sono costretti all’esilio, rimpiazzati da uomini-robot, costretti a diventare cose: la loro ribellione è la ribellione degli uomini soppiantati da macchinari e computer.
Si torna poi nel mondo classico, del “Centauro”, del Diverso che è costretto a scontare sulla sua pelle l’odio degli uomini, ingiustificato ed ingiustificabile. Fino ad arrivare alla “Rivincita” dell’uomo che corre verso l’Amore.
Il tratto che più mi ha impressionato di questi racconti è la loro pungente attualità, nonostante siano stati scritti nel 1978 e, ancor di più, il loro carattere profetico e satirico. Se è dalla capacità di anticipare i tempi che si riconosce la penna di un grande scrittore, allora Saramago merita appieno il Nobel e la fama che lo accompagnano da molti anni. E’ vero che la forma stilistica si presenta difficile e le frequenti digressioni rendono complesso l’approccio, ma il parallelo tra il regno delle tarmi, che minano la stabilità della sedia senza che questa ne sia consapevole, e la dittatura di Salazar è condotto con una rara maestria. In conclusione, 80 pagine concentrate e meritevoli.
Giudizi
Trama: 









Personaggi: 









Stile: 









Generale: 









Info utili
Titolo e autore originale: Objecto Quase, José Saramago
Titolo e traduttore italiano: Oggetto quasi, Rita Desti
Collana, editore e anno: Einaudi Tascabili Scrittori, Einaudi, 1997
ISBN o ISSN: 9788806186364
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Link di approfondimento
La pagina dell’autore su Wikipedia italiana e inglese
Il blog dell’autore in portoghese e in italiano (traduzione autorizzata)
Sito ufficiale dell’autore (portoghese)
Il discorso di Saramago alla vittoria del Premio Nobel per la Letteratura del 1998 (inglese)
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