La lampada di Aladino, di Luis Sepulveda

Immagine di La lampada di Aladino Amore, amicizia, fantastico, magia, una sottile vena politica: sono questi i temi che popolano i racconti contenuti in La lampada di Aladino, in cui gli appassionati di Sepúlveda potranno ritrovare un suo famoso personaggio, il vecchio che leggeva romanzi d’amore. I racconti spesso sono brevi, pochi superano le 3-4 pagine, e le situazioni sono spesso raccontate con brevi pennellate, interrotte sul più bello perchè sei tu lettore che deve capire il resto. La raccolta scorre leggera, veloce, tanto che si può finire tranquillamente in un pomeriggio. E si riescono comunque ad assaporare i messaggi nascosti nei racconti, che siano politici, ambientali (bellissimo il racconto sulla guerra per il petrolio), oppure che riguardino semplicemente le cose di tutti i giorni: l’amicizia, l’amore impossibile, temi che a volte si fondono insieme a creare quadri ora malinconici ora più allegri. Credo che sia una raccolta molto interessante, che comunque, anche nella sua brevità, anche nelle pennellate brevissime in cui si realizzano alcuni dei racconti, sa dirti qualcosa. Ma non posso dire che mi abbia soddisfatta del tutto. Non so nemmeno spiegare la sensazione di incompletezza che mi ha lasciato: da una parte capisco che, in certi casi, si tratta di un’incompletezza voluta e cercata dall’autore. Ma dall’altra parte sento che ai racconti, anche se belli, manca qualcosa, anche se non saprei dire di preciso cosa. Ho come l’impressione che l’autore avrebbe saputo fare di più, se non di meglio, e mi è rimasta l’impressione che ci sia qualcosa di incompiuto, rimasto in sordina, nella raccolta. Nonostante questo, la raccolta è apprezzabile, a tratti divertente, a tratti commovente, sempre con quel messaggio di sottofondo che non si fa fatica a capire e su cui si potrebbe pensare per ore. Messaggi a volte forse scontati, ma non nel senso negativo del termine; scontati perchè sono cose a cui siamo talmente abituati che non ci facciamo nemmeno più caso. Insomma, in definitiva non mi ha soddisfatto del tutto ma non gli darei nemmeno un pessimo voto. Ho letto di meglio ma ho anche letto di peggio. Mi astengo dal giudizio sull’autore, ho letto troppo poco di lui e ho l’impressione che basarmi solo su questa raccolta sia fuorviante. Credo comunque che sia una lettura piacevole, divertente, che occupa un pomeriggio. Non è certo un libro imperdibile, secondo me, ma nemmeno da scartare a priori.


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