La bella estate, di Cesare Pavese

La bella estate scritto nella primavera del 1940 e pubblicato nel 1949, insieme a “Il diavolo sulle colline” e “Tra donne sole”, è “la storia di una verginità che si difende”. Protagonista della vicenda è Ginia, sedicenne torinese, ingenua e spensierata, che si divide tra le faccende domestiche, il lavoro in sartoria e le uscite con le amiche; una ragazza semplice, che difficilmente mette in dubbio le affermazioni altrui.
Ginia, grazie alla sua amicizia con Amelia, modella ventenne, viene introdotta nell’ambiente artistico torinese.
Incarna la perdita del candore fanciullesco. In lei il desiderio di sentirsi donna è molto forte, ma contemporaneamente è assai presente anche il timore per il sesso, per la nudità. E’ ingenua, semplice, ha la testa colma di situazioni ideali. Guarda ad Amelia come a una sorta di modello, ma allo stesso tempo ne condanna tacitamente la vita apparentemente dissoluta. E’ incuriosita dal mondo degli artisti e vorrebbe vederlo, prendervi parte, ma non osa: osserva, si mantiene ai margini, commenta.
L’amore la prende all’improvviso: è un amore ingenuo, a senso unico. Ginia viene usata da Guido, ma lei è innamorata, è cieca, e per lei non esiste nient’altro all’infuori di lui. Trascura suo fratello, il lavoro, la casa, persino Amelia. Il sesso le da l’illusione di aver smesso i panni della ragazzina.
Ginia attende, durante quell’inverno in cui fa l’amore con Guido con la luce spenta, l’arrivo della bella estate.
Ma la sua felicità ha vita breve. Amelia le dice di aver contratto la sifilide. Guido si rivela per quello che è: non l’ama, non l’ha mai amata e non esita ad offrirla come “spettacolo” al suo amico.
Ginia si accorge improvvisamente di essere sola, di aver vissuto nell’illusione. Non ha più nulla, non ha amore, non ha più il rispetto di sé stessa e la strada del suicidio si delinea nella sua mente. Ma ne “La bella estate” questo tema viene solo abbozzato e a Ginia non rimane che la sua desolazione ed Amelia, alla quale decide di affidarsi completamente.
Un racconto, apparentemente semplice, scritto con un linguaggio scorrevole e popolare che affronta la perdita dell’innocenza e conseguentemente l’iniziazione all’età adulta. Uno spaccato sull’Italia all’inizio degli anni 40. Sui suoi inverni colmi di aspettative e sulle sue festose estati.

Giudizi
Trama:Rating: ★★★★★★★★★☆
Personaggi:Rating: ★★★★★★★★★☆
Stile:Rating: ★★★★★★★★★☆
Generale:Overall Rating: ★★★★★★★★★☆

Info utili
Titolo e autore originale: La bella estate, Cesare Pavese Collana, editore e anno: Einaudi Tascabili, Einaudi, 1999 ISBN o ISSN: 9788806149031

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Link di approfondimento
La pagina di Cesare Pavese sulla Wikipedia italiana e inglese
La pagina dedicata a La bella estate sulla Wikipedia italiana
Approfondimento su La bella estate del Centro Studi Pavese


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