Il tocco di Giotto, di Iain Pears

tocco-giottoDevo dire che mi aspettavo di più da Il tocco di Giotto, ma non per questo sono rimasta delusa. Si tratta di un buon giallo, con al centro un mistero che sembra irrisolvibile: Giotto infatti è lo pseudonimo di un ladro di opere d’arte che non lascia nulla al caso e non lascia nessun indizio che possa aiutare la polizia a capire chi commette i furti. E dopo molti anni di “inattività”, ecco un biglietto che afferma di conoscere l’identità di Giotto e dell’autore dei furti su cui Bottardi si trova a lavorare di nuovo; con l’aiuto di Flavia e del suo fidanzato Jonathan, il caso viene rispolverato e viene ridato un senso a una serie di intuizioni bollate come invenzioni da svariate persone, tra cui un personaggio mellifluo, ipocrita e ambizioso che cerca di sostituire Bottardi alla direzione delle indagini e di prenderne definitivamente il ruolo. Devo dire che a un certo punto, quando si scopre chi è l’autore dei furti, non ci si crede moltissimo; il bello del libro è che ti fa intuire che in quella soluzione c’è qualcosa di sbagliato, e poi ti svela il perché, che tu hai già intuito ma non riesci a spiegarti benissimo. Il romanzo si addentra nei meccanismi di indagine della polizia italiana sui furti d’arte, svela un mondo a parte di reati importanti non solo per il valore monetario, ma anche per il furto di un’opera d’arte che prima era fruibile per tutti e poi scompare ed è riservata a pochi collezionisti che comprano sul mercato nero. Il romanzo è inoltre costellato di intuizioni sbagliate che portano man mano sulla strada giusta, e mostra, nel contempo, le manovre politiche che stanno dietro alle indagini e che non si fatica a riconoscere come italiane. La storia è ambientata parte in Italia, in cui vive l’autrice del biglietto e in cui sono stati commessi alcuni dei furti, e parte in Inghilterra, dove il fidanzato di Flavia si reca per lavoro e si trova ad indagare non solo sui furti ma anche sulla storia di una famiglia ricca e decaduta. Anche questo un aspetto credibile della faccenda: il salvare le apparenze a tutti i costi.
Il finale è piuttosto amaro, anche se contiene note positive; la corrispondenza tra ciò che accade in Italia, con la pseudo-vittoria di Bottardi, e ciò che accade in Inghilterra, dove il mistero viene del tutto svelato, ti lascia un po’ di tristezza per ciò che racconta, e che rappresenta, e per la consapevolezza che probabilmente vari reati sono stati risolti così nel corso degli anni, e nella realtà, per tutta una serie di coincidenze e fattori che non sempre è possibile ignorare. In ogni caso, è una buona lettura, piacevole, anche se non troppo ricca di colpi di scena, che può soddisfare gli amanti del giallo. E poi si impara qualcosina sull’arte e quando si impara c’è sempre qualcosa di buono.

Giudizi

Trama:Rating: ★★★★★★★☆☆☆
Personaggi:Rating: ★★★★★★★☆☆☆
Stile:Rating: ★★★★★★★☆☆☆
Generale:Overall Rating: ★★★★★★★☆☆☆

Info utili

Titolo e autore originale: Giotto's Hand, Iain Pears Titolo e traduttore italiano: Il tocco di Giotto, D. Cerutti Pini Collana, editore e anno: La Gaja Scienza, Longanesi, 2008 ISBN o ISSN: 9788830418554 Prezzo (in media): € 16,60

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