La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

Immagine di La ragazza con l'orecchino di perlaLibro famosissimo, successo editoriale che ha permesso all’autrice di emergere, consacrato da un film: tutti elementi che mi hanno incuriosito sino a chiedermi se dietro al successo ci fosse davvero del contenuto.
Presentano il libro come una storia d’amore tra il pittore e la sua modella, tra il padrone e la sua serva: un vecchio clichè, come la ragazza gettata dalla sorte in disgrazia e in povertà, costretta a servire in una casa tra gente ostile, accerchiata da ammiratori più o meno espliciti nel manifestare i propri sentimenti – non ultimo il suo stesso padrone. Solo che quest’ultimo è un pittore. E cosa ancora più rara, come direbbe Oscar Wilde, è un artista.
E’ Veermer, misterioso e ostico, di cui si conservano poche opere. Proprio una di queste, “La ragazza con il turbante”, che campeggia nella copertina, costituisce il punto cruciale della vicenda.
I libro sa mantenere un buon ritmo, il che equivale a dire che il lettore non si annoia: qualità rara, se si considera che la trama non esiste, è basata sul resoconto di minuzie di vita quotidiana, su piccole beghe famigliari tra persone prosaiche, grossolane, alcune volgari, altre semplicemente meschine.
Ma l’autrice è intelligente tanto da non lasciare che i clichè banalizzino la storia: Griet, la serva, la narratrice, non è poi tanto innocente come lascia supporre, mostra una capacità di giudizio insolita (troppo forse?); e il pittore non è solo un artista romanticamente immerso nei suoi pensieri.
Ciò che anima la storia sono le sottili tensioni all’interno della famiglia, le frasi non dette e taciute, i sentimenti dissimulati. C’è una costante tensione tra il pittore e la ragazza (la narratrice, la protagonista), creata dalle parole pronunciate, ognuna preziosa perché rara, negli sguardi che si evitano e poi si incontrano, nell’attenzione con cui lui la osserva, nel cercare costantemente attimi di intimità. Non c’è nulla di volgare in tutto ciò.
Non c’è nulla di ossessivo, neppure da parte di Veermer: lui è invece un perfezionista, attento ai dettagli, attento a modellare la realtà come lui la vede.
Alcune pagine sono dedicate proprio all’arte, punto di incontro tra i due protagonisti, luogo astratto dove Griet può trovare una parte nascosta di sé, al di sotto dal proprio riserbo e della propria innocenza che mostra agli altri, la sua parte che le permette di agire e ribellarsi; e Veermer può qui isolarsi dalla famiglia, dalla vita di meschini fatti quotidiani, nel suo mondo egoistico in cui la realtà è sacrificata.
Infine, il momento decisivo della storia: lui la rende oggetto della sua arte, e nel far questo la ama, ma la sua sembra la passione dell’artista, e non dell’uomo (e Griet lo sospetta). Con questa scelta l’Arte diventa il mezzo per possedere la ragazza, concezione più originale nella riflessione che l’autrice riserva all’argomento.
Qual è il punto di forza del libro? Un delicato equilibrio dove le passioni sono trasfigurate, in un meccanismo simile a quello che portava i poeti ad elevare al spirituale le loro storie d’amore, ma come meno ardore e più dissimulazione.
La consiglio come lettura leggera, per un pomeriggio invernale di pioggia: leggera sì, ma non disprezzabile.


2 comments for “La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

  1. 5 aprile 2007 at 20:58

    Copio & incollo le recensioni dal vecchio blog.

    LanAwnShee :: Oct 03, 05 | 9:16 pm

    Oh sì, questo libro è capace di toccare corde delicate e sensibili che replicano davvero ciò che si prova davanti a un quadro. E grande onore alla Chevalier di essere riuscita a dare queste sensazioni visive evocandole solo con le parole. Sono perfettamente d’accordo con la tua analisi del rapporto di passione "platonica" tra Griet e Vermeer. Una relazione, un legame tanto intenso che fa venire i brividi…

  2. nerofluo
    4 aprile 2008 at 18:17

    Questo è uno di quei libri che ho letto perché attirata dal titolo altisonante, inoltre, il pensiero che c’entrava l’arte m’ha convinto a comprarlo di corsa. E’ ben scritto, e la storia m’era piaciuta molto, anche perché non si è sviluppato sulla classica "storia d’amore sdolcinata e scontata", ma l’autrice ha saputo tessere una trama molto sensuale, senza dire o fare troppo.
    Piacevole.

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