Possessione – Una storia romantica, di Antonia S. Byatt

Immagine di Possessione Nella storia dei ricercatori, e spesso dei ricercatori letterari, c’è sempre un qualcosa che si insegue, senza mai trovarlo. Ci si innamora di un’epoca, di un autore, di un letterato; si cerca di ricostruirne la vita, le credenze, di capire chi lo ha influenzato e come. Ma manca sempre qualcosa: mancano, spesso, le lettere, quelle fondamentali, quelle che svelano i segreti più intimi, quelle in grado di sconvolgere una vita e una ricerca.
Possessione racconta di questo: dell’amore per due poeti vittoriani, della ricerca che li coinvolge, della scoperta, eccezionale, di un carteggio che cambia il corso di ricerche e sradica convinzioni. Possessione è la storia di svariati ricercatori, che ruotano intorno alle figure di due poeti fittizi, Randolph Henry Ash e Christabel LaMotte, e delle persone che i due poeti hanno conosciuto e amato. E’ la storia di un amore perduto, svelato da un carteggio nascosto, che contiene in sè un mistero che va svelato, e che Roland e Maud, i due ricercatori protagonisti, sono decisi a svelare. Possessione è la storia dell’amore che corre parallelo nel passato e nel presente, la storia di chi ha trovato quello che un ricercatore cerca spesso invano: le lettere.
Nel libro si intrecciano ambienti letterari e trama da giallo, spesso piena di suspence. La grande abilità dell’autrice sta, secondo me, nella sua capacità di rendere perfettamente credibile la vicenda inserendo nel testo i diari, le lettere, i versi, a volte interi poemi dei due amanti scomparsi. A tratti, sono riportati anche alcuni saggi che riguardano Ash e LaMotte, richiamando saggi realmente esistenti. E la cosa stupefacente è che questo, che potrebbe essere visto anche come uno sfoggio di erudizione eccessivamente pedante, è ciò che caratterizza i personaggi: Maud, una donna fredda e rigida, incapace di relazionarsi e lasciarsi andare, che scrive di soglie, quelle stesse soglie che le donne valicano spesso, con le forme che cambiano nel corso degli anni, il parto, il sesso; la sua amica Leonora, che è una vera e propria esplosione di vitalità, che scrive di paesaggi che vengono resi sessuali dal linguaggio delle poetesse; Cropper, quasi un feticista degli oggetti appartenuti ad Ash, che ne scrive una grande biografia; Roland, uno studioso quasi mediocre, che invece fa la grande scoperta. Tutti quei passi, quello spezzare la narrazione, rendono il testo non esattamente facile, a tratti anche un po’ pesante. Ma alla fine tutto si ricompone, e si capisce il perchè della citazione, il perchè del saggio, il perchè del diario. Tutte cose all’apparenza inutili che diventano fondamentali, alla fine, perchè caratterizzano i personaggi quasi più dei gesti, quasi più delle parole.
Ma, probabilmente detsino del ricercatore, i personaggi non scoprono tutto. Il lettore può vedere più lontano, perchè l’autrice lo porta nel passato, tre volte, a vedere cose che purtroppo i personaggi non potranno scoprire. E se la storia dei ricercatori rimane incompiuta (il finale è quantomai aperto e incerto), la storia dei due amanti conosce una finale amaro, triste, quasi struggente.
Da notare inoltre il sottotitolo: una storia romantica. Il che è molto ironico, molto auto-ironico, perchè la storia è sì romantica, ma è anche molto, molto di più. C’è il romanticismo, il giallo, il gusto della ricerca, della scoperta, del seguire le orme dei poeti scomparsi. C’è l’inquietudine della scena finale, che avviene in un’atmosfera quasi surreale, da thriller. E ci sono i personaggi la cui consapevolezza, di sè come studiosi, come ricercatori, come persone nella propria interezza (intellettuale, emotiva, sessuale), cresce man mano che la vicenda passata viene scoperta. A questo proposito il personaggio di Maud è eccezionale, per quello che scopre su se stessa e sul proprio passato.
Possessione non è una lettura leggera, è anzi spesso piuttosto complessa nel suo gioco di rimandi, nelle citazioni, nei saggi riportati che possono annoiare. Ma è un romanzo brillante, intelligente, costruito perfettamente anche nei minimi dettagli (basti vedere i poemi riportati, frutto dell’invenzione dell’autrice ma in perfetto stile vittoriano), che va ben al di là della storia romantica con cui l’autrice, con un briciolo di malizia, lo classifica. Possessione è la storia, appunto, di chi viene posseduto: sessualmente, intellettualmente, emotivamente (dall’amore, dall’ossessione, dalle proprie idee anche se non del tutto corrette). Ed è la storia del lettore, anch’esso posseduto dalla lettura di questo romanzo lento, ma brillante.
Insomma, se non vi spaventa la complessità, nè la mole del romanzo (oltre le 500 pagine), questo romanzo vale più di una lettura.


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