Il paradiso degli orchi, di Daniel Pennac

<<Vede, il Capro Espiatorio non è solo quello che, all’occorrenza paga per gli altri. È soprattutto, e anzitutto, un principio esplicativo, signor Malaussène.
(Io sono un “principio esplicativo”?)>>

“Il paradiso degli orchi” è il primo dei romanzi del ciclo di Malaussène, creato da Pennac in seguito ad una scommessa e ambientato nel quartiere variopinto e multietnico di Belleville. Il ciclo di romanzi prende il nome dal protagonista: Benjamin Malaussène, di professione capro espiatorio. Il suo lavoro consiste nell’addossarsi la colpa di ogni oggetto guasto comprato ai Grandi Magazzini: quando un cliente presenta il suo reclamo, Malaussène lo impietosisce con la sua recitazione al punto da fargli ritirare ogni lamentela.

Oltre a Benjamin, al centro del romanzo vi è la sua famiglia allargata: una sorella veggente (Thèrese), una sorella platonicamente innamorata di Ben e appassionata di fotografia (Clara), una mamma che vive il suo amore in qualche posto lontano, dei fratelli piccoli e vivavi (Jeremy e Il Piccolo) e Julius, un cane epilettico. Nei romanzi successivi in realtà la famiglia Malaussène avrà più spazio rispetto a quello dedicatole in questo libro d’esordio e si arricchierà di nuovi fratellastri e sorellastre nati da varie storie della mamma.

Al di là della presentazione di questi personaggi, la trama si basa su una serie di misteriose esplosioni che avvengono all’interno dei Grandi Magazzini, in ognuna delle quali muoiono dei vecchietti. Il primo sospettato è Benjamin stesso, ma grazie all’aiuto di Clara e una misteriosa reporter ribattezzata zia Julie, il capro (come verrà spesso chiamato Ben nei romanzi successivi) riuscirà a scoprire l’orrore che si cela dietro queste morti e che affonda le sue radici nel periodo della seconda guerra mondiale.

Ciò che rende questo romanzo intrigante e assolutamente da leggere è la penna di Pennac (perdonate il gioco di parole!): la storia è ricca di suspense, colpi di scena e situazioni assolutamente paradossali e spassose, il linguaggio è ironico e accattivante (spesso viene usato un discorso diretto sciolto o una narrazione in prima persona da parte di Ben). Anche la commistione di generi letterari contribuisce a rendere la storia molto particolare e gradevole: la trama di fondo farebbe pensare ad un giallo, il titolo ad un fantasy, ma io lo definirei più cha altro “fantastico”; è vero che i personaggi non sono fate e orchi, ma un cane epilettico, un capro di professione e una veggente si possono certamente definire come personaggi fuori dal comune.

Tutte queste caratteristiche rendono “Il paradiso degli orchi” adatto ai lettori di qualunque fascia d’età: dai più esigenti, che apprezzeranno la tecnica narrativa dell’autore, ai ragazzi, che si lasceranno coinvolgere dalle vicende narrate.

Giudizi
Trama:Rating: ★★★★★★★★★★
Personaggi:Rating: ★★★★★★★★★★
Stile:Rating: ★★★★★★★★★★
Generale:Overall Rating: ★★★★★★★★★★

Info utili
Titolo e autore originale: Au bonheur des ogres, Daniel Pennac Titolo e traduttore italiano: Il paradiso degli orchi, Yasmina Melaouah Collana, editore e anno: Universale Economica, Feltrinelli, 2009
ISBN o ISSN
: 9788807812101

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Link di approfondimento
La pagina dedicata a Daniel Pennac sulla Wikipedia italiana e inglese
La pagina dedicata a Il paradiso degli orchi sulla Wikipedia italiana
La pagina dedicata al Ciclo di Malaussène sulla Wikipedia italiana
La mappa letteraria di Daniel Pennac su Gnod


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