N.P., di Banana Yoshimoto

Immagine di N.P.

N.P significa North Point ed è il titolo di una raccolta di cento racconti scritti da Sarao Takase, morto suicida prima di completare la raccolta.
Questa è sostanzialmente la premessa a "N.P." di Banana Yoshimoto. Un romanzo scritto in una prosa semplice ed evocativa, ma capace di trasportare il lettore in un universo d’oscurità e perversione.
Kazami è una ventenne giapponese, lauranda in lingue. Qualche anno prima, il suo fidanzato, di molti anni più grande di lei, si tolse la vita, dopo aver tradotto l’ultimo racconto di Sarao Takase, il numero 98. Kazami conserva la traduzione del testo, ma è ben convinta di operarne una lei stessa.
Un giorno, scendendo le scale della sua università, incontra un ragazzo, riconoscendolo subito, nonostante fossero passati diversi anni. Si tratta di Otohiko, figlio del defunto scrittore Takase, che lei aveva incontrato durante un ricevimento.
L’incontro con Otohiko e successivamente con la sorella gemella di quest’ultimo, Saki, trascina Kazami in un "universo parallelo" dove la realtà e il racconto si fondono, grazie, soprattutto, alla presenza ambigua di Sui, sorellastra e amante di Otohiko.
Il racconto numero 98 è una storia vera che tiene tutti i personaggi imprigionati nelle sue trame. E’ un’ombra che incombe su tutti, nascondendo tra le proprie parole la desolazione, la cieca follia, la perversione di un sentimento proibito.
Kazami è una spettatrice destinata a diventare attiva. Il suo desiderio è comprendere come può un racconto avere così tanta influenza, come può portare al suicidio. La risposta le viene in parte da sua madre: 

"Uno segue passo passo il testo di un altro proprio come se l’avesse pensato lui, no? Per ore e ore ogni giorno, come se quel testo fosse il suo. Il proprio pensiero comincia a coincidere con i circuiti mentali dell’altro. E’ una cosa molto strana, ci si entra dentro fino all’identificazione totale. Non si capisce più dove finisce il proprio pensiero, e quello dell’altro piano piano si infiltra anche nella vita di tutti i giorni. Traducendo un’opera di qualcuno che ha una forte influenza, si è coinvoli mille volte di più che leggendola soltanto."

La quale le spiegherà, inoltre, che ci si può liberare dall’ossessione, facendo qualcos’altro, mettendo in moto il corpo. Finché non si fa nulla, l’ossessione rimane e logora.
Yoshimoto riesce a parlare di temi scottanti come l’incesto senza ricorrere a un linguaggio volgare e senza turbare il lettore; la sua prosa non è mai eccessiva ed ogni parola è al posto giusto.
Poi c’è Sui, il personaggio intorno al quale ruota tutta la vicenda. Una ragazza unica, speciale, un po’ come lo era Tsugumi, nel libro omonimo.
Sui con quegli occhi strani, un po’ incantatrice, un po’ sirena, capace di ammaliare chiunque. Folle, ma terribilmente lucida. Colei che trascina, che guida, che oscura. Sui è una ragazza che non si può ignorare. Nemmeno Kazami ci riesce e anche lei ne viene travolta, perché Sui è vera, è reale, è l’unica che non mente, che non si nasconde. Ed è forse, proprio questo suo essere "vera", "istintiva" la sua prerogativa.
Con questo libro, l’autrice indaga l’intimo umano e l’alchimia imprevedibile del desiderio.


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