Follia di Patrick McGrath

Immagine di Follia

“Follia” è una storia d’amore, ma non esattamente. E’ più un’analisi minuziosa di un sentimento intenso, totalizzante, esclusivo, visto con gli occhi clinici di Peter, uno psichiatra. Lui stesso definisce questo sentimento un “amore catastrofico contraddistinto da ossessione sessuale”.
La storia viene narrata dal punto di vista di Peter. Egli non è protagonista della storia, ma la vive quasi da spettatore. Il racconto riguarda un passato ormai concluso: fin dalle prime pagine del libro, anche se non ci viene detto nulla, noi capiamo che la storia è raccontata ad epilogo avvenuto.
Seguendo un filo cronologico, Peter inizia a raccontarci la storia di Stella Raphael e del suo amante, partendo dal loro primo incontro. Ce la racconta da amico, ma anche da psichiatra, mettendo in luce gli aspetti clinici degli atteggiamenti.
Stella è la moglie di un collega, candidato per la carica di direttore di un manicomio criminale vittoriano. E’ una donna bellissima, raffinata, forte, sposata a un uomo che non le fa mancare nulla, ma che è molto lontano dall’essere un buon marito. Il demone dell’abitudine le sta appollaiato sulla spalla. Stella è sola ed è fragile. Ha bisogno di amore, di sentirsi viva, di provare passione. La sua vita sarebbe andata avanti così, semplicemente, contraddistinta da una quotidianità ossessiva, se non avesse incontrato un paziente, Edgar Stark. L’uomo, in cura dallo stesso Peter, è colpevole di aver massacrato la moglie. E’ un artista e in lui i confini tra realtà e irrealtà, tra amore e morte, tra arte e vita sono confusi e a tratti assenti.
Dall’incontro tra Stella e Edgar scaturirà tutta la passione ossessiva che sarà fulcro della storia e verrà minuziosamente analizzata da Peter.
Stella da donna amata e ricercata si trasformerà nello spettro di sé stessa: fuggirà di casa abbandonando marito e figlio e vivrà per un periodo con Edgar a Londra. Durante la sua permanenza è combattuta tra il rimpianto per aver abbandonato suo figlio e la sua indomabile passione per Edgar: una passione totalitaria, che le fa perdere di vista la realtà. Ma quando si accorge che l’uomo è preda di un altro se stesso che aspira a farle del male – lo spettro della follia si manifesta più facilmente lontano dalle cure mediche – Stella troverà il coraggio di fuggire. Ma non sarà più la stessa.
Lei non colpevolizzerà mai Edgar. Ai suoi occhi, esistono due Edgar: quello di cui è innamorata, e quello che la picchia e le fa scenate. Capirà che è pericoloso, ma non smetterà mai di amarlo e di giustificarlo.
Tornerà dal marito, il quale in seguito allo scandalo perderà il lavoro e sarà costretto ad accettare un impiego in un ospedale molto meno prestigioso. E’ il crollo non solo finanziario, ma anche esistenziale di tutti coloro che sono entrati in contatto con Stella ed Edgar.
E’ un amore folle, malato, dal quale non viene nulla se non distruzione e rovina e a farne le spese non saranno solamente i protagonisti, ma tutti coloro che malauguratamente vi entreranno in contatto.
In “Follia” è fortissima la tematica amore-thanatos che, sovente, è collegabile agli amori ossessivi, e totalitari. L’autore non ci dice se il loro fosse vero amore, o più un’ossessione e credo che il confine tra i due, a volte, è così sottile che è facile confonderli. Edgar ama Stella a modo suo, ma il suo amore è strettamente connesso alla morte. E’ un amore che chiede tutto, e non si accontenta mai. E’ un amore incontrollabile, irrazionale, che trascina verso il basso…
 
“Già, l’amore” dissi. "Parliamo di questo sentimento che non riuscivi a dominare. Come lo descriveresti?" Qui Stella fece un’altra pausa. Poi, con voce stanca, riprese “ Se non lo sai non posso spiegartelo”. “Allora non si può definire? Non se ne può parlare? È una cosa che nasce, che non si può ignorare, che distrugge la vita delle persone. Ma non possiamo dire nient’altro. Esiste, e basta”. “Queste sono parole, Peter” mormorò Stella”.
 
Noi vediamo tutta la storia con gli occhi di Peter ed è Peter a inculcarci alcune cose in testa: ad esempio, che Edgar ha sedotto Stella per poter fuggire. Chi lo sa? Questa è la visione di Peter. E qui emerge una cosa fondamentale di questo romanzo. Il narratore è attendibile o inattendibile? La storia è raccontata da un punto di vista oggettivo, oppure la narrazione è impregnata di elementi soggettivi?
Per tutta la lettura del romanzo si avverte proprio la sensazione di essere guidati dall’invisibile presenza del narratore. Noi vediamo tutto con gli occhi di Peter, e ciò che leggiamo è una storia filtrata, soggettiva, di parte.
Il narratore guida la storia, ma si esime dall’esprimere giudizi. E’ uno psichiatra. A lui interessa il caso clinico. Non credo che sia possibile considerare “Follia” un puro caso clinico. E’ troppo romanzato per esserlo. Ciò non toglie che McGrath sia molto bravo ad addentrarsi nella psiche umana.
Personalmente, sono rimasta un po’ sconcertata leggendo le parti riguardanti la riabilitazione di Stella. Mi sono sembrate soluzioni un po’ troppo frettolose e approssimative rispetto alla gravità della sua situazione. Non ho alcuna conoscenza in materia, se non qualche sporadica infarinatura, ma mi risulta difficile che una persona depressa, ossessionata e con un senso di colpa come quello di Stella, possa ritornare alla normalità con sedute d’analisi molto semplici e in così breve tempo.
Stella è un personaggio che affascina per la complessità della sua psiche, ma è distruttivo sia nei confronti di sé stessa, che degli altri. Siamo invitati a non prendere le parti di nessuno, a non giudicare, nemmeno di fronte alle azioni più eclatanti e terribili. Il lettore deve leggere Follia come uno psichiatra leggerebbe un caso clinico. Stella è un personaggio estremo: o si odia o si ama.
In un certo senso, sono tutti colpevoli in “Follia”: Peter, Stella, Edgar, il marito di Stella… tutti tranne Charlie, il figlio di Stella. Egli è la vittima innocente, incapace di reagire, di difendere, il bambino che tutti dovrebbero proteggere, ma del quale nessuno si cura.

1 comment for “Follia di Patrick McGrath

  1. max
    9 luglio 2008 at 00:39

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