L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery

Immagine di L'eleganza del riccio Questo libro mi ha lasciata un po’ perplessa. Ho cercato di capire il perchè fosse così acclamato, perchè fosse piaciuto a così tanta gente da farne un caso letterario e non ci sono riuscita. Per me questo libro è una bolla di sapone.
La storia narra di due personaggi, una ragazzina, Paloma, che ha deciso di suicidarsi perchè si sente troppo superiore in un modo a suo dire di persone mediocri, e una portinaia, Reneé Michel, che fa di tutto per nascondere la sua vastissima cultura acquisita come autodidatta per assumere il ruolo di perfetta portinaia ordinaria e stupida quando serve. I due personaggi risultano un po’ antipatici perchè pieni di uno snobismo e di un senso di superiorità che sono abbastanza ingiustificati; la ragazzina crede di essere incredibilmente intelligente e di saperne sempre più di chi ha davanti, e la portinaia guarda dall’alto in basso chiunque non abbia letto o studiato o semplicemente non sappia quello che sa lei. Ecco, il libro trasuda esattamente questo: snobismo, superiorità, gente con la puzza sotto il naso. Oltretutto, attraverso la portinaia ci sorbiamo gli sfoggi di cultura dell’autrice, che sono francamente di troppo e inutili ai fini della trama. Abbiamo capito che la portinaia si interessa di filosofia, sappiamo che divora libri in ogni minuto di veglia. Non c’è bisogno che si metta a farci lezione, ecco. Ragazzina e portinaia mancano di quell’umiltà che, secondo me, dovrebbe far parte di tutte le persone di cultura, comunque abbiano acquisito le loro conoscenze. Mancano dell’idea che il loro sapere non è completo e che possono sempre trovarsi di fronte qualcuno che magari è ignorante in ciò che le appassiona, ma ne sa più di loro in altri campi. Sono personaggi chiusi, che sembrano non accettare l’idea di poter imparare anche da chi considerano inferiore a loro, e che sono animati da un senso di superiorità che davvero stroppia. L’apparizione di Kakuro, che interessa entrambe per motivi diversi, fa un po’ acqua da tutte le parti. Dovrebbe svelare un importante segreto della vita di Reneé, ma quando questo segreto viene svelato al lettore cascano le braccia. Si chiede se davvero è tutto lì, se davvero una persona che vanta una cultura così vasta e si pone su un piedistallo alto chilometri possa dare così peso a un evento che non è proprio insignificante ma nemmeno così raro da farsene cambiare la vita. Il finale poi è da lasciar perdere e basta. Arrivare in fondo perchè finisca così fa cadere le braccia una seconda volta.
Lo stile dell’autrice è adatto ai personaggi che dipinge: battutine ironiche fuori luogo, prese in giro degli altri, filosofia ficcata in ogni angolo e via discorrendo. Non so se è lo stile abituale dell’autrice o se si è semplicemente adattata a due personaggi che raccontano la loro storia in prima persona. Sta di fatto che questo stile unito alla spocchia delle due protagoniste rende il tutto ancora più fastidioso. Non si ride delle battute di Reneé, nè di quelle di Paloma. Personalmente mi ha intristito la pochezza delle due di fronte alla vastità della cultura che vogliono far pesare.
Insomma, non mi è piaciuto proprio L’eleganza del riccio, complice la profonda antipatia che mi ispirano sempre i personaggi che se la tirano troppo. L’ho finito giusto perchè ero fuori e non avevo altro con cui sostituirlo. Mi ha lasciato poco a livello di personaggi, di stimoli e di riflessioni, e ancora non riesco a capire dove stia la sua bellezza tanto decantata. Sarò limitata. Intanto, però, mi sento di sconsigliarlo; a meno che non vogliate imparare un po’ di filosofia, ma ci sono altri libri ben più piacevoli e meno snob che vi permettono di farlo.


3 comments for “L’eleganza del riccio, di Muriel Barbery

  1. 9 febbraio 2009 at 14:33

    Condivido pienamente questa recensione. Sono rimasta davvero sbigottita da quanto questi personaggi (o per meglio dire l’autrice..) abbiamo voluto ostentare la loro cultura.. certe pagine era molto interessanti me altre cento era solo una mera esposizione di teorie.. ho chiesto un romanzo, non un testo di filosofia! 🙂
    Condivido anche il tuo doppio cascamento di braccia! "L’importante segreto di Reneé" e la fine mi hanno veramente lasciata a bocca asciutta.. forse speravo in qualcosa di più che mi facesse rivalutare il resto?

  2. 9 febbraio 2009 at 15:32

    Ma più che la fine sono rimasta perplessa dal segreto…cioè, mi aspettavo chissà cosa, ci sono rimasta di sasso!

  3. Tina
    9 febbraio 2009 at 18:53

    Concordo davvero tanto con questa recensione. ‘L’eleganza del riccio’ è uno dei pochi libri che sono riuscita a leggere lo scorso anno (*cough*le fanfic non hanno nulla a che vedere con ciò*cough*) e posso dire di esserne rimasta completamente delusa. Mi aspettavo – più di ogni altra cosa, devo dirlo – uno stile meno… meno acerbo? Non so se sia stata una cosa volontaria o no, ma a grossi tratti mi è parso davvero scritto in maniera poco curata, tralasciando di far trasparire quel non-so-che di stile con cui secondo me dovrebbe essere scritto un libro a questa tematica.

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