Corsari di Levante, di Arturo Pérez-Reverte

Nella sua sesta avventura, il capitano Diego Alatriste si ritrova senza terra sotto i piedi. Letteralmente: in Corsari di Levante lo spadaccino senza padrone protagonista della serie omonima ambientata nella Spagna del Seicento, accompagnato dal fedele Íñigo Balboa (la giovane voce narrante) e da Sebastián Copons, loro compagno e veterano, si imbarca su una galea che lo porterà attraverso tutto il Mediterraneo, dalle coste africane via Napoli fino alle acque turche. Non più duelli dunque, né la guerra tra il fango delle Fiandre: stavolta si combatte per mare, con tutte le implicazioni che questo comporta.
Molti tra i vecchi amici e personaggi noti dai precedenti romanzi sono rimasti a terra (fra tutti il poeta Francisco de Quevedo, del quale il capitano porta con sé un volume di versi nella tasca del farsetto), così come le donne—solo un bagliore, in forma di lettera, riaccende in Íñigo la scintilla per l’enfant fatale Angélica de Alquézar. Enfant che, si percepisce, si sta trasformando velocemente in femme allo stesso modo in cui Íñigo, ormai diciassettenne, sta diventando un uomo sotto lo sguardo glauco del capitano Alatriste: e, da diciassettenne, tende a guizzar via dal controllo del mentore cui, fino a pochi volumi fa, obbediva con rispetto.
C’è qualcosa di duro e melanconico in questo romanzo dove amor di patria, onore personale, amore, sangue, testardaggine e orgoglio, bottini, la grandezza e le contraddizioni della Spagna barocca si mescolano e rimpastano – cosa che peraltro avviene in tutta la serie, e ne è quasi il nerbo – assieme alla vicenda privata di un giovanotto che, accompagnando Alatriste nelle gesta guerriere, ne prende con sempre maggior forza le distanze e di un Alatriste che, malgrado tutto, continua a vigilare su di lui, soltanto un po’ più da lontano.
Al di là di ciò, la carica avventurosa che il romanzo ci regala è alta come sempre, e si tratta di cappa e spada marinaresca della razza più pregiata. Arturo Pérez-Reverte è un narratore appassionato, ricco nel dettaglio e nutre la sua propria voce, mimeticamente barocca, di quelle dei grandi poeti spagnoli di cui narra l’epoca (oltre a Francisco de Quevedo, il nome su tutti è quello di Miguel de Cervantes), i cui versi abbondano, sovente citati a memoria da Íñigo a commento delle vicende.
Lettura d’evasione ma non da ombrellone, Corsari di Levante è un romanzo avvincente e colto, capace di conquistare alle prime battute: e allora non resta che immergervisi e lasciarsi trasportare, questa volta al ritmo delle vogate—o del vento, quando c’è.

Giudizi

Trama:Rating: ★★★★★★★★☆☆
Personaggi:Rating: ★★★★★★★★★★
Stile:Rating: ★★★★★★★★★☆
Generale:Overall Rating: ★★★★★★★★★☆

Info utili

Titolo e autore originale: Corsarios de Levante, Arturo Pérez-Reverte Titolo e traduttore italiano: Corsari di Levante, Roberta Bovaia Collana, editore e anno: Collana iTrofei, Tropea, 2009 ISBN o ISSN: 9788855800952 Prezzo (in media): € 16,90

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Film

Alatriste – Il destino di un guerriero (2006)

Link di approfondimento

La pagina dedicata a Corsari di Levante sulla Wikipedia spagnola
La pagina dedicata alla serie del Capitano Alatriste sulla Wikipedia italiana, inglese e spagnola
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