Piccole Donne, di Louisa May Alcott

Alzi la mano chi da bambina non era Jo March.
Quanto appassionante è stato, nell’infanzia, questo romanzo delle quattro sorelle diverse per aspetto, attitudini, interessi e caratteri, che insieme crescono lavorano studiano bisticciano ma poi si rappacificano, vanno ai balli pur essendo (quasi) povere, si innamorano – ovviamente, – sognano e, pure, qualcuno di questi sogni lo riescono a realizzare! Quando lo si legge da bambine però, di solito non si sa che questo romanzo fu praticamente estorto all’autrice, Louisa May Alcott, che di scrivere un libro del genere non aveva la minima intenzione.
L’origine di questo libro è meno nota di quella d’altri classici, ma merita attenzione. Tutto cominciò quando Amos Bronson Alcott, educatore e padre della scrittrice, cercò di pubblicare un suo volume presso l’editore Thomas Niles. Questi, invece, deviò l’attenzione su Louisa, della quale aveva ammirato il volume Hospital Sketches (scritto mentre era infermiera volontaria per l’Esercito dell’Unione). Le domandò se non volesse dedicarsi ad un romanzo che avesse delle ragazze per protagoniste; Louisa era scettica, e inoltre desiderava piuttosto piazzare una sua raccolta di racconti, ma dopo qualche insistenza andò a finire che ci provò ugualmente.
Per i personaggi si ispirò alla larga a se stessa e alle sue tre sorelle – come Jo, lei era la secondogenita – mentre grande parte della trama riecheggia dell’allegorico Viaggio del Pellegrino (1678) di John Bunyan. Come nel poema protestante difatti, le quattro sorelle vivono episodi ed esperienze dalle quali ogni volta emergono un po’ più sagge, più mature, migliori: insomma, una collezione di storie edificanti al massimo grado.
Louisa inviò, poco convinta, la prima dozzina di capitoli all’editore, che a sua volta li trovò insipidi. La di lui nipote, però, non era dello stesso parere. Prova del nove: il manoscritto fu fatto leggere ad altre fanciulle, che lo adorarono, e venne pubblicato nel 1868. Successo immediato di pubblico e di critica—per questo come per la sua seconda parte, Le piccole donne crescono (tanto che, dopo le quattro sorelle, la Alcott ne trattò la figliolanza in Piccoli Uomini e I ragazzi di Jo).
Oggi, Louisa May Alcott è ricordata per un romanzo che non aveva desiderio di scrivere e del cui risultato non era soddisfatta—quantunque si fosse poi ricreduta data la evidente popolarità. C’è dell’ironia in questo, ma a ben vedere non è incomprensibile come l’opinione dell’autrice e dell’editore diverga così sostanzialmente da quella delle giovani lettrici.
Letto a dieci anni o meno, Piccole Donne è un’educazione sentimentale che fa sognare. Le March sono un po’ più grandicelle della piccola lettrice (e due di loro già lavorano!), il che invoglia ad immaginarsi grande; gli eventi sono in fondo fatti quotidiani, ordinari—che potrebbero capitare a chiunque per davvero; il vedere le ragazze che affrontano i propri difetti, vizi e paure e trovano in ogni fine di capitolo uno spunto di crescita è un promemoria costante e più facile, di sicuro, da tenere a mente delle indicazioni pressappoco uguali che provengono da ogni parte—genitori, insegnanti, insomma qualunque figura di riferimento.
Da questo punto di vista il libro funziona senz’altro. Ma da un punto di vista letterario l’intento educativo è la sua rovina. I buoni principi di cui è impregnato, anziché arricchire, sopraffanno la narrazione: cosicché invece di una storia rimane in definitiva una antologia di episodi, con poche eccezioni, pedanti.
Si dice che esista una età “giusta” per leggere certi libri—e lo si dice regolarmente a proposito della “letteratura per l’infanzia”. Dopo averli amati all’età indicata sul retro di copertina, qualora capitasse di rileggerli in età adulta, di solito lo si fa con nostalgia e li si richiude con tenerezza. Lascia sempre una sensazione agrodolce il rendersi conto di come sono cambiate le proporzioni, anche in letteratura, rispetto a quando si era piccoli.
Rileggere Piccole Donne in età adulta è un grosso rischio e, si può aggiungere, più si è diventate libro-dipendenti dopo Piccole Donne, più grande sarà il rischio nel rileggerlo dopo dieci o quindici anni. Il buonismo, la morale a tutti i costi saltano all’occhio proprio come un pugno. Eppure mi era piaciuto così tanto!
In realtà il libro è lo stesso: sarà piuttosto cambiata la lettrice—anche per merito delle March.

Giudizi

Trama:Rating: ★★★★★★☆☆☆☆
Personaggi:Rating: ★★★★★★★★★☆
Stile:Rating: ★★★★★☆☆☆☆☆
Generale:Overall Rating: ★★★★★★½☆☆☆
Prezzo (in media): € 6,90

Info utili

Titolo e autore originale: Little Women, Louisa May Alcott Titolo e traduttore italiano: Piccole Donne, Rossana Guarnieri Collana, editore e anno: I Delfini, Bompiani, 1995 ISBN o ISSN: 9788845225376

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Film

Little Women (1933)
Little Women (1949)
Ai no wakakusa monogatari (La romantica storia delle piccole donne, in Italia Una per tutte, tutte per una) (1987) (anime)
Little Women (1994)

Link di approfondimento

La pagina dedicata a Piccole Donne sulla Wikipedia italiana e inglese
L’ebook di Piccole donne su Project Gutenberg (inglese) e LiberLiber (italiano)
Audiobook di Piccole Donne su LibriVox (inglese) e LiberLiber (italiano)
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