Il Nuovo Regno, di Licia Troisi

Si concludono le avventure di Dubhe e si conclude anche il secondo capitolo dedicato al Mondo Emerso, ma prima di parlare del libro, voglio dire qualcosa a proposito della trilogia in generale!
A livello di macrostoria e personaggi, le Guerre ricalcano troppo le linee della saga precedente. Non ci ho trovato molta originalità: siamo sempre alle prese con un tiranno assetato di potere, un’eroina paranoica e imbattibile, un mago diligente e superdotato, la ricerca dell’oggetto magico… d’accordo, la prima trilogia mi era piaciuta tantissimo e capisco anche che il fantasy è un genere un po’ stereotipato, ma che bisogno c’era di scrivere due storie praticamente uguali e identiche?? La Troisi ha veramente tanto potenziale e invece di un racconto nato da materiali riciclati, mi sarebbe piaciuto di più un libro costruito sulla base di nuove idee!!
Quando parlo di materiale riciclato intendo dire che non ho apprezzato assolutamente la scelta di citare continuamente le Cronache all’interno dei dialoghi dei personaggi… in questo modo il lettore è praticamente costretto a comprare la prima trilogia per poter capire tutti gli innumerevoli rimandi! E poi, la presenza di Ido e Sennar, l’uso del Talismano, il fugace soggiorno a Zalenia ecc, sembrano situazioni inserite nella trama solo per dare il contentino ai nostalgici delle Cronache!
Credo che si sia capito che non sentivo proprio la necessità di leggere altre vicende ambientate nel Mondo Emerso perchè tutto quello che c’era di interessante da dire, era già stato raccontato nella saga dedicata a Nihal. Se devo dare un voto complessivo alle Guerre, direi sette stelline.
Per quanto riguarda Un Nuovo Regno, le mie impressioni su questo libro sono state sicuramente più positive rispetto ai volumi precedenti che compongono la trilogia. La storia procede a passo spedito e l’atmosfera è molto cupa, carica di tensione. Non ci sono mai momenti stagnanti e non ho più avuto quella sensazione di brodo allungato che mi aveva annoiata durante la lettura de La Setta degli Assassini e Le Due Guerriere. Purtroppo però, la mia antipatia per la protagonista non è affatto cambiata… prima di tutto Dubhe mi ricorda troppo Nihal e poi continua a comportarsi da vittima incompresa, non facendo altro che piangersi addosso fino alla fine. E’ davvero insopportabile! Forse Licia non ha saputo rendere particolarmente drammatica e terribile la lotta interiore con la bestia perchè ai miei occhi non è sembrato un problema così ingestibile. In fondo bastava solo una pozione e quattro parole magiche per tenerla a bada!
Sempre a proposito di personaggi mal riusciti, non posso dimenticarmi di Lonerin e San. Per il primo provo solo un’antipatia a pelle per via del carattere moralista e perfettino, ma comunque il suo ruolo rende bene nella storia. Invece trovo che il secondo sia stato descritto molto male dalla Troisi: a volte viene tratteggiato in maniera troppo matura per la sua età e poi cade in basso con atteggiamenti da bambino capriccioso e lagnoso che combina più casini che altro. E’ un manichino di cartapesta, praticamente è utile solamente a scatenare gli eventi che spingono i protagonisti a reagire.
Circa gli altri, non ho niente di cui lamentarmi: Learco è ben costruito e sfaccettato e mi sarebbe proprio piaciuto leggere qualche pagina in più dedicata a lui; Theana ha una bella evoluzione, da maghetta schizzinosa e viziata diventa una donna intraprendente, disposta a sacrificarsi e a sporcarsi le mani; Ido e Sennar sono a posto ma come dicevo qualche riga più su, sanno troppo di materiale riciclato; dal lato dei cattivi Yeshol e Dohor sono due figure interessanti, entrambi crudeli e determinati ma con fini diametralmente opposti…
Insomma, non posso mettermi ad elencare tutti i personaggi che mi son piaciuti ma posso dire che la bilancia pende nettamente dalla loro parte!
Son contenta che il libro conclusivo abbia riscattato la trilogia delle Guerre! Nonostante le critiche molto aspre che si sentono in giro, i libri di Licia continuano a piacermi. Magari non hanno uno stile elevato e le descrizioni dei combattimenti non sono degne di un manuale di arti marziali, però riescono a catapultarmi in un altro mondo e a farmi sognare…


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