Gli inganni di Locke Lamora di Scott Lynch

Immagine di Gli inganni di Locke LamoraGli orfani a Camorr sono la linfa vitale di tutte le bande di ladri, o almeno lo sono quelli che sopravvivono abbastanza a lungo. Locke Lamora fa parte dei Bastardi Galantuomini, una banda specializzata in truffe e furti rocamboleschi, pianificati nel minimo dettaglio ma non sempre messi in pratica con la stessa precisione.
Questa volta però, mentre il complesso inganno ai danni di Don Salvara sta procedendo senza intoppi, alcuni eventi portano scompiglio nella malavita di Camorr. Il Re Grigio, un misterioso criminale, sta attentando alla vita di Capa Barsavi, il re dei ladri.
Locke e la sua banda resteranno coinvolti loro malgrado in un gioco più grande di loro, che coinvolgerà non solo tutti i ladri di Camorr, ma anche nobili, spie, maghi e creature mortali.

La narrazione alterna il momento presente a frequenti flashback e salta tra i punti vista dei personaggi con grazia e buon gusto. Solo una volta l’autore sfrutta questa cosa a suo vantaggio per incrementare la suspance di una scena cruciale, ma nel resto del romanzo la struttura dello stesso è a servizio della storia e non viceversa.

"Gli inganni di Locke Lamora" è un fantasy di pregio, ben scritto, appassionante, costellato di personaggi accattivanti e di un intreccio che lascia il fiato sospeso e spesso e volentieri la curiosità di leggere ancora un’altra pagina.
Certo, non ha pregi letterari in senso stretto, non è innovativo, non segnerà l’esistenza dei suoi lettori in modo permanente, ma ha un pregio che pochi libri di questo genere hanno: l’intelligenza.
Locke non è un personaggio infallibile, non è un superuomo, non vince sempre. Certo, è più astuto della media, ha fascino, ha stile e in fondo, durante la lettura, il lettore sa che se la caverà. Il divertente è capire come. Locke ed il suo autore sono dei bugiardi, sia nei confronti degli altri personaggi, sia nei nostri e ci ingannano con (buon) gusto, frequentemente e qualche volta anche decisamente bene.
Oltre al protagonista, merita menzione anche la città di Camorr, crogiolo di intrighi e di malviventi. Camorr è una città viva, ricca, descritta nei suoi usi e costumi in modo plausibile e accattivante ma mai in modo didascalico. E’ un piacere immaginare la sua architettura in bilico tra Venezia e Gotham City, i suoi vicoli sporchi e le torri dei nobili, il porto e i templi dei dodici dei.

Insomma, "Gli inganni di Locke Lamora" è un libro che vale la carta sul quale è scritto. Consigliato agli amanti del genere, ai lettori occasionali di fantasy o anche ai semplici curiosi.


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