Il gioco di Ender, di Orson Scott Card

gioco-enderQuesto è il primo libro di una serie di romanzi che vede come protagonista Ender.

Sono ormai trascorsi ottanta anni dall’ultima invasione aliena sulla Terra, ed in tutto questo tempo ci si è preparati con difese migliori, armi più potenti, ma soprattutto si è iniziato ad addestrare coloro che potrebbero esserre i futuri condottieri dell’ultimo definitivo attacco al nemico. Si è così iniziato ad addestrare dei bambini dotati di particolare intelligenza, bambini che vengono selezionati e strappati alla famiglia quando sono ancora piccoli, portati alla Scuola di Guerra dove verrà loro insegnato solo strategia militare.
Uno di questi bambini è Andrew “Ender” nel quale sono state riconosciute particolari doti e che deve la sua nascita proprio a queste. I suoi fratelli infatti posseggono le doti necessarie per entrare alla Scuola, ma mentre la femmina è troppo sentimentalista il maschio è troppo violento. Si è così deciso di permettere alla famiglia di avere un altro filglio, Ender.
Ender viene strappato alla famiglia all’età di sei anni ed a lui viene impartito un trattamento porticolare per sviluppare tutte quelle caratteristiche con l’intento di sviluppare la sua innata dote di comando. Ender non può avere amici, lui può solo comandare, ancora piccolo gli vengono affidati incarichi di comando, ma a giusta ragione dato che lui vince sempre le battaglie simulate. Per il bambino però la vita alla Scuola non è facile, combattuto tra la voglia di dare il meglio in ogni occasione ed i dubbi su quello che sta imparando. Parallelamente, i suoi fratelli sulla Terra, grazie alla loro intelligenza, si spacciano per opinionisti in grado di guidare le idee di una folta massa di lettori. Alla fine Ender, ancora undicenne, riuscirà a vincere l’ultima simulazione, l’ultimo addestramente, ma … questo cambierà definitivamente la sua vita.
Nel romanzo c’è una buona caratterizzazione dei personaggi, sia dei ragazzi alla Scuola di Guerra che dei loro superiori, costretti ad agire in un certo modo perchè costretti dai vertici. Vediamo un bambino, maturo per la sua età, ma che come tutti i bambini vorrebbe quell’amore e quell’affetto che gli vengono negati in nome di un progetto più grande.

Buona Lettura


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