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Alla menzione del Padrino il pensiero corre, immediato, al maestoso affresco cinematografico d’una famiglia mafiosa italoamericana attraverso le sue generazioni – dal paterfamilias ai suoi figli (e nipoti), tra guerre interfamiliari e lotte intestine – realizzato da Francis Ford Coppola; e a quei personaggi memorabili, oramai parte della cultura pop, portati a vita sul grande schermo da Marlon Brando, Al Pacino e Robert De Niro—solo per citare i protagonisti. Gli appassionati “puristi”, magari, discuteranno dei pregi della Part I, dell’irraggiungibilità della Part II e si volteranno dall’altra parte nell’udir parlare della Part III.
E magari, in calce a questo, si fermeranno a considerare quanto in effetti – raro caso nella frequentissima commistione delle due arti – sia centrato e…
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"Human nature is a strange mixture, Watson. You see that even a villain and murderer can ispire such affection that his brother turns to suicide when he learns that his neck is forfeited. However, we have no choice as to our action."
Raccolta di avventure del celebre investigatore, narrate come sempre dal fedele amico e compagno Watson, questo testo è uno splendido esempio di come l’idea di rendere "seriale" le storie relative a Sherlock Holmes ne abbia determinato il successo. Storia dopo storia, si rivela il modo di agire e riflettere dell’investigatore, che pare influenzato
Per chi conosce e ama lo humor di Jane Austen e la sua brillante ironia, questo libro è davvero d’obbligo. Parodia insieme del romanzo gotico e del sentimentale, racconta le avventure della “eroina” Catherine; tra virgolette, sì, perchè fin dall’inizio la ragazza si presenta bruttina, poco intelligente, con poche qualità e comunque con troppo poca personalità e carisma per attirare l’attenzione.
La lunga sequenza di “avventure” della ragazza iniziano con il suo viaggio a Bath, assieme a una coppia di vicini di casa; Mrs Allen, la vicina a cui è affidata la nostra eroina, viene descritta in poche ma pregne parole: provoca stupore il fatto che un uomo possa esserne attratto fino a sposarla. La sua vanità e superficialità…
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Chi non conosce i problemi con la censura di Lawrence in generale e di questo romanzo in particolare, pubblicato per intero solo negli anni ’60?
Sfatiamo il mito delle scene di sesso, tanto per iniziare: è vero che ci sono, ma sono iscritte in un percorso diverso della protagonista, più ampio, volto a riscoprire la se stessa soffocata dal matrimonio con un uomo tornato dalla guerra paralizzato.
Connie, la Lady Chatterley del titolo, cerca se stessa; si sente oppressa, ingrigita, invecchiata dentro dal legame con un uomo che non ama, e che non la ama, forse, ma si aggrappa alla vita di lei, per ritrovare la vita immobilizzata in lui.
E così, stretta dalla morsa di questo matrimonio insoddisfacente…
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I personaggi di questo libro sono diventati così famosi che a volte si usano i loro nomi, come un modo di dire, per indicare due facce opposte della stessa persona. E devo dire che la loro fama è strameritata: dietro ai nomi, e a ciò che evocano anche in chi non ha mai letto quanto scritto da Stevenson, c’è infatti un concetto forte, affascinante, interpretato in una maniera originale e accattivante.La storia cattura fin dall’inizio: il mistero che aleggia intorno a Hyde…
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Lily Bart. Una ragazza abituata ai lussi e alle comodità, che si trova un giorno a dover cercare di sposarsi per mantenere quella sicurezza che ha sempre conosciuto; e per fare questo, spende più del necessario e si indebita con alcuni uomini, che fanno sembrare le cose diverse da quello che in realtà sono. La ragazza si trova insomma spesso in situazioni spiacevoli; e alla fine, pur di mantenere intatta la sua dignità, restituisce tutto il denaro ricevuto in prestito (mentre lei pensava fossero introiti del suo giocare in borsa), pur sapendo che questo le lascerà ben poco. Molto…
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Credo che questo libro sia davvero bellissimo. Una pecca c’è nell’introduzione, in cui l’autore, con un artificio abbastanza diffuso (il manoscritto ritrovato e sistemato da chi scrive), cerca di dare autenticità alla storia; è troppo lunga e soprattutto l’autore si perde troppo nella descrizione della sua vita e di come ha ritrovato il manoscritto e la famosa lettera scarlatta.
Per il resto, il romanzo è avvincente e davvero ben organizzato; pervaso di un leggero alone di disperazione e allo stesso tempo di speranza, di un senso di giustizia che non è quella dei saggi puritani che condannano Hester ad indossare la lettera scarlatta sul petto. La ricostruzione dell’atmosfera, il riferirsi alle supertizioni del tempo e un leggero accenno alla caccia…
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L’ho letto in lingua e devo dire che, dal mio punto di vista, ha un solo difetto: l’essere un unico racconto senza divisione in capitoli. Per il resto, credo che agli occhi di noi ‘moderni’ quello che viene raccontato possa sembrare esagerato; la ricerca di una marito, i sotterfugi, il tentativo di mantenere sempre e comunque una reputazione rispettabile. In realtà, credo che sia un affresco -anche se descritto da un uomo- della realtà di quel tempo: come una donna non potesse vivere senza un uomo accanto che le desse un minimo di sicurezza economica, i piccoli inganni a cui si ricorreva per riuscire a sposarsi nel migliore dei modi, e la condizione delle donne che non avevano da…
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